Medici con l’Africa Cuamm: card. Bassetti (Cei), “stimolare i giovani ad affrontare le situazioni più drammatiche”

“La Pira diceva che l’Europa e l’Africa sono in qualche modo un unico continente. Ecco credo che sia giunto il momento di smettere di considerare gli abitanti che stanno sull’altra riva i nostri rivali, i nostri nemici. In italiano la parola rivale significa infatti proprio abitante dell’altra riva. Un fratello, un vicino, che io devo sostenere proprio come ogni giorno ci insegna il Cuamm”. Così il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Conferenza episcopale italiana, durante l’annuale meeting di Medici con l’Africa Cuamm in corso a Firenze. Il card. Bassetti, nel ricordare l’impegno della Cei con oltre mille progetti nei Paesi del terzo mondo, ha precisato che negli ultimi dieci anni la Chiesa italiana ha rivolto un’attenzione particolare verso la sensibilizzazione e la formazione dei giovani affinché camminino sempre più “sulla vita buona che viene dal Vangelo”, e siano in grado di “aprire i loro cuori” mettendosi in gioco anche al di fuori degli oratori. “Abbiamo tantissimi ragazzi bravi per gli impegni parrocchiali, ma c’è troppa aria di casa. Non si ha il coraggio di affrontare fino in fondo le situazioni più drammatiche dell’umanità”, ha commentato. “Per questo nella nostra diocesi di Perugia-Città della Pieve – ha concluso – cerchiamo di stimolarli ad uscire, facendo delle esperienze dirette come a fianco dei detenuti di un carcere del Malawi, il Paese con cui siamo gemellati da 40 anni, costruito per 600 persone ma che in realtà ne accoglie 2mila”.

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