Caduta muro di Berlino: don Grampa (“Il segno”), “solo tenendo viva la memoria si possono evitare gli errori del passato”

“Ho chiesto ad alcuni ragazzi della mia parrocchia se conoscevano la ‘cortina di ferro’: ignoranza assoluta. La mia generazione invece ha conosciuto questa ‘frontiera’ che separava i Paesi del blocco sovietico dagli altri Paesi europei. Non era di ferro, né di pietre, eppure erano due mondi. L’Europa era come un corpo con due polmoni che non respiravano insieme. Il sogno di Giovanni Paolo II – il Papa polacco venuto da uno dei Paesi del blocco sovietico – era proprio quello che i due polmoni respirassero insieme”. Lo scrive don Giuseppe Grampa, direttore de “Il segno”, mensile della diocesi di Milano. “Del Muro di Berlino scriviamo sul Segno di novembre, persuasi che solo tenendo viva la memoria si possono evitare gli errori del passato. Ma siamo degli inguaribili smemorati e davvero la storia non è stata maestra per tanti Paesi che, in questi anni, hanno continuato a costruire barriere. Per un muro abbattuto altri, almeno una decina, ne sono stati costruiti”.

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