Istituto Jacques Delors: seminario di due giorni al Parlamento europeo su futuro dell’Ue e allargamento ai Balcani

(Bruxelles) Identificare le priorità legislative per sostenere i prossimi cinque anni è l’obiettivo di un seminario di due giorni al Parlamento europeo che l’Istituto Jacques Delors propone a rappresentanti dei principali gruppi politici che siedono in emiciclo e a giornalisti. Si svolgerà i prossimi 12 e 13 novembre a Bruxelles e sarà aperto da una relazione di Geneviève Pons, direttrice dell’ufficio belga della Fondazione, che traccerà un’analisi del contesto europeo post-elettorale. A una parte dei lavori sarà presente anche il presidente del Parlamento, David Sassoli. A “meritare un dibattito”, scrive in un editoriale Sebastien Maillard, direttore dell’Istituto Jacques Delors, è anche la questione dell’allargamento dell’Ue, pena il rischio “di lasciare che si innalzi un nuovo muro, di sfiducia e rifiuto” in Europa. All’indomani del “veto” francese (ma non solo) sui negoziati con la Macedonia e l’Albania, Maillard appoggia la “richiesta di revisione del processo di allargamento, giustamente chiesta da Parigi”, ma segnala che gli allargamenti vengono “mal digeriti” in Francia perché fatti “di nascosto, senza sforzo educativo, senza spiegazione politica, senza esposizione dei media”, per cui “ogni possibile nuova entrata è fondamentalmente impopolare”. L’allargamento, argomenta Maillard, non è opposto “all’approfondimento dell’Unione, non è l’unica causa delle sue disfunzioni”.

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