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Commissione Ue: rapporto “Evoluzione mercato del lavoro e salari in Europa”. Cresce occupazione ma peggiorano le condizioni di vita

(Bruxelles) La creazione di posti di lavoro nell’Ue si è finora dimostrata resiliente, nonostante l’ambiente economico difficile. Sono 241 milioni le persone che risultano lavorare nell’Ue e questo segna il tasso di occupazione più elevato dall’inizio del secolo, come anticipato ieri nelle Previsioni economiche d’autunno. Lo conferma l’edizione 2019 del rapporto “L’evoluzione del mercato del lavoro e dei salari in Europa” pubblicato oggi dalla Commissione europea. Se si tratta di dati “rassicuranti” per la commissaria per l’occupazione Marianne Thyssen, “alcune nuvole all’orizzonte dovrebbero suonare come un campanello d’allarme”, in particolare rendendo “più importante che mai il costruire competenze”. Significa cioè, secondo Thyssen, che “gli investimenti nell’istruzione e nella formazione rimangono una delle principali azioni politiche per i prossimi anni”. Dal rapporto emerge che il calo della disoccupazione è stato più marcato del previsto, in conseguenza della crescita economica, anche in Paesi che avevano tassi particolarmente alti (Croazia, Grecia, Spagna e Portogallo, ma non in Italia). Sono migliorate, sempre secondo il rapporto, “le caratteristiche strutturali del mercato del lavoro, grazie alle riforme adottate dopo la crisi del 2008”. Crescono i salari, ma a ritmo moderato e soprattutto nei Paesi dell’Europa centrale e orientale. Se è calata la percentuale di persone con redditi al di sotto della soglia di povertà, il dato che colpisce è che “in circa la metà degli Stati membri, le condizioni di vita sono peggiorate”.

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