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Caduta muro di Berlino: Juncker (Commissione Ue), “invece di subire la storia, la gente ha fatto la storia. Nostro compito è difendere una società libera e democratica”

(Bruxelles) “Quando le persone sono scese in strada, nell’autunno del 1989, hanno rischiato la propria libertà per raggiungere la libertà per tutti. Il loro coraggio ha abbattuto i muri, la loro unità ha ispirato l’Europa e il mondo e la loro rivoluzione pacifica ha cambiato per sempre il corso della storia. La gente ha guarito un continente europeo diviso dalla guerra e ha riconciliato la storia dell’Europa con la sua geografia”. Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione europea, ha intensi ricordi personali sui fatti che portarono alla caduta del muro di Berlino, il 9 novembre 1989. Afferma: “Invece di subire la storia, quelle persone hanno fatto la storia. Grazie a loro, un’intera generazione di giovani, uomini e donne europei non ha sperimentato altro che pace e libertà da allora: un’Europa in cui possiamo viaggiare, vivere e trovare l’amore oltre i confini”. Poi, sul filo dei ricordi: “Personalmente non dimenticherò mai il 9 novembre. Dopo un grave incidente d’auto e un coma di tre settimane, il 9 novembre 1989 mi sono svegliato con le potenti immagini televisive della caduta del muro di Berlino. La sensazione era indescrivibile: si trattava di una pietra miliare per la politica mondiale e l’inizio di un nuovo capitolo, sia per il continente europeo che per me”. Dunque il 9 novembre 1989 “rimane un momento decisivo nella storia europea. Oggi è nostro compito difendere una società libera e democratica in Europa, con la stessa risolutezza della gente di allora”.

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