Brasile: no dei vescovi del Nordest alla costruzione di una centrale nucleare nel Pernambuco

No a una centrale nucleare nella regione del Sertão de Itaparica, nello Stato brasiliano del Pernambuco, viene espresso in un messaggio dal vescovo di Floresta, dom Gabriel Marchesi, e dai rappresentanti della Conferenza nazionale dei vescovi del Brasile (Cnbb) per il Nordest 2, in particolare dal presidente, dom Paulo Jackson Nobregade Sousa.
Nel corso dell’incontro del 5 e del 6 novembre della Cnbb – Nordest 2 “siamo stati condotti e illuminati dalla riflessione che il progresso e lo sviluppo sono autentici e reali solo quando promuovono la vita dei più bisognosi e non il profitto di una ristretta élite”.
Prosegue la nota: “La nostra prima preoccupazione riguarda le vite di coloro che abitano nella regione e il fatto che abbiano lavoro, istruzione, futuro, possibilità di crescita e sviluppo secondo le loro caratteristiche, tradizioni, possibilità e aspirazioni. Le persone che vivono a Itacuruba e nella regione hanno un volto e un nome, una storia che racconta promesse non mantenute, come quando furono sradicate dalla loro terra per fare posto alla diga idroelettrica; speranze frustrate dall’impossibilità di continuare a lavorare degnamente per la propria vita; di depressione, suicidio tra i giovani che non accettano una vita futile e insignificante, ridotta a consumismo. Sentiamo nei discorsi di questa gente il dramma di coloro che vorrebbero mostrare i loro punti di forza ed energie. per il presente e il futuro, ma non hanno prospettive. Ebbene, queste persone non sentono il bisogno di una centrale nucleare”. Di conseguenza, scrivono i vescovi, “denunciamo gli errori del passato e pensiamo che essi dovrebbero aiutarci a riflettere meglio, in modo che non si ripetano e, soprattutto, a non prendere decisioni senza ascoltare coloro che sono interessati”.

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