Bioetica: mons. Paglia (Pav) ai vescovi argentini, con “editing genetico” si rischia “una dittatura della tecnica”

“L’Accademia per la vita è sollecitata nell’indicare la strada di uno sviluppo medico, scientifico, tecnologico, che porti alla umanizzazione e ad una vera cultura della vita”. Lo ha detto mons. Vincenzo Paglia parlando ai vescovi argentini durante la loro Assemblea permanente in corso a Pilar. In qualità di presidente della Pontificia Accademia per la vita, mons. Paglia ha sottolineato come la “ragione strumentale” si stia imponendo sempre di più come “paradigma” intervenendo fin dalla nascita sull’esistenza delle persone. Tecniche sofisticate come “l’editing genetico” (ha citato espressamente la Crispr/Cas9) unite agli interessi economici e commerciali in campo, “rischiano di farci trovare di fronte ad una dittatura della tecnica”.
Mons. Paglia ha illustrato quindi ai vescovi l’impostazione rinnovata del Pontificio Istituto Teologico per le Scienze del matrimonio e della famiglia, i cui nuovi Statuti sono stati approvati dalla Santa Sede. “I percorsi di specializzazione sono stati raddoppiati, oltre che potenziati teologicamente e culturalmente”, ha detto, sottolineando come sia stato inserito, tra l’altro, “un percorso di rigoroso profilo accademico particolarmente pensato per i laici, oggi sempre più coinvolti con ruolo attivo e anche formativo nella pastorale familiare e nei percorsi di accompagnamento delle famiglie”.
“Nella prospettiva del potenziamento dell’ambito culturale del sapere antropologico e delle trasformazioni sociali – ha aggiunto –, si giustifica la nuova evidenza di insegnamenti che permettono una comprensione della concretezza dell’esperienza storica delle famiglie: Storia e cultura delle istituzioni familiari, Sociologia del matrimonio e della famiglia, Politica ed economia delle istituzioni familiari, Diritto canonico e comparato della famiglia, Spiritualità familiare e trasmissione della fede. L’irradiazione del progetto divino sulla famiglia umana, nella complessità della condizione odierna – ha proseguito mons. Paglia –, chiede uno speciale intelletto d’amore, ma anche una dedizione evangelica profonda, animata da grande compassione e misericordia per la vulnerabilità e la fallibilità dell’amore fra gli uomini. Credo che oggi – ha concluso – abbiamo un Istituto Teologico all’altezza di questo compito”.

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