Giardino dei Giusti: Milano, scelte le figure da onorare per le celebrazioni del 6 marzo 2020. Tra loro, l’attivista curda Hevrin Khalaf

Di fronte alle grandi sfide poste dai cambiamenti climatici, dalle migrazioni, dal rischio di nuovi genocidi e dalle ondate di odio e discriminazione, l’Associazione per il Giardino dei Giusti di Milano (composta da Comune di Milano, Gariwo e Ucei) ha indicato “La responsabilità globale. La sfida dei Giusti per salvare il pianeta e l’Umanità” come tema unificante delle figure da onorare al Giardino al Monte Stella durante le celebrazioni della Giornata dei Giusti dell’umanità, il prossimo 6 marzo.
La scelta dell’Associazione, ratificata ieri dal Comitato dei Garanti, si è diretta su figure esemplari che hanno esercitato la loro responsabilità reagendo ai condizionamenti, alle sopraffazioni, alle ingiustizie del loro contesto storico.
Sono sei le figure approvate. Innanzitutto, c’è “Hevrin Khalaf, attivista curda, che ha dedicato la vita ai diritti delle donne e alla lotta per la coesistenza pacifica fra curdi, cristiano-siriaci e arabi. Leader del Partito per il Futuro della Siria, è stata brutalmente uccisa nell’ottobre 2019 da miliziani islamici, subito dopo l’invasione turca del Kurdistan siriano”. Poi, “Yusra Mardini, nuotatrice siriana”, che “nell’agosto 2015 nuotò per tre ore e mezzo, per 5 km di mare, spingendo il gommone che trasportava lei e altri profughi verso le coste greche. Alle Olimpiadi di Rio 2016 ha sfilato sotto la bandiera con i cinque cerchi, nella squadra dei rifugiati”; “Wallace Broecker, geofisico e climatologo americano”, che “può essere definito il ‘pioniere’ dei cambiamenti climatici, prevedendo nel 1975 la crescita della temperatura media globale e facendo parlare del riscaldamento globale in un periodo in cui pochi erano pronti ad ascoltare”; “Valerij Legasov, chimico sovietico”, che “con le sue decisioni mitigò i danni del terribile incidente di Chernobyl, giocando un ruolo fondamentale sia durante l’emergenza, sia nelle indagini sulle cause dello scoppio. Isolato dal regime sovietico, morì suicida mentre il suo corpo si stava deteriorando per le conseguenze delle radiazioni assorbite”.
E, ancora, “le donne di Rosenstrasse, che salvarono dalle persecuzioni 2.000 ebrei, i loro mariti, con un’audace protesta sulla Rosenstrasse di Berlino; vi si riunirono per oltre una settimana, nonostante le minacce delle autorità naziste”, e “Piero Martinetti, fondatore della Scuola di Milano”, che “fu l’unico filosofo tra i professori universitari a rifiutare di prestare il giuramento al Regime fascista nel 1931, preferendo rinunciare alla cattedra che alla propria libertà di coscienza”.

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