Povertà: Caritas Roma, “nell’ultimo anno meno richieste di aiuto ai Centri d’ascolto, aumentano quelle dei cittadini extracomunitari”

“Le persone che si sono rivolte ai servizi della Caritas nel 2018 sono state in totale 19.969, in particolare alla Caritas diocesana 13.780 persone e ai Centri Caritas parrocchiali 6189. L’anno precedente erano 15.046 nei diocesani e 6.103 nei parrocchiali”. Lo segnala il rapporto di Caritas Roma “La povertà a Roma: un punto di vista – anno 2019”, presentato oggi nella Capitale e redatto alla luce dei dati raccolti attraverso la rete dei 157 centri d’ascolto parrocchiali, dei tre diocesani, e delle 52 opere-segno sparsi su tutto il territorio. “La lieve diminuzione registrata dagli utenti dei Centri Caritas diocesani  conferma il fatto che la povertà, contrariamente a quanto ritenuto comunemente, prevalentemente non è una condizione necessariamente perpetua ma, al contrario, è caratterizzata da un carattere oscillante che fa sì che la persona vulnerabile ed esposta ad essa si ritrovi a vivere costantemente su una frontiera che separa i poveri dai non poveri”, si legge nel Rapporto. Caritas Roma evidenzia che “la povertà attuale mantiene le persone in uno stato di precarietà esistenziale che agisce da potente agente stressogeno, intaccando profondamente la capacità di sopportazione e la resilienza del povero”. “Sono persone  che pur conoscendo periodi di tranquillità, sono sempre a rischio di ricaduta. Da qui l’accesso altalenante ai servizi Caritas”. Tra i dati evidenziati, l’aumento nei centri d’ascolto dell’incidenza dei cittadini extracomunitari e degli italiani, mentre diminuisce la componente di provenienza Ue. I centri diocesani accolgono utenti più giovani, mentre in quelli parrocchiali prevalgono le classi d’età più elevate. Per quanto riguarda l’istruzione si registra un basso livello d’istruzione. “Ma molti hanno un diploma di media superiore”.

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