Papa in Giappone: mons. Mitsuaki Takami, “desideriamo che lei faccia appello al mondo intero affinché l’umanità faccia a meno delle armi atomiche”

“Il Giappone si sforza di costruire la pace con i suoi vicini. Il Giappone, l’unico paese in cui nella guerra sono state sganciate le bombe atomiche, chiede che tale disastro non si ripeta mai più. Desideriamo che lei faccia appello al mondo intero affinché l’umanità faccia a meno delle armi atomiche”. È l’invito contenuto nel saluto rivolto al Papa da mons. Joseph Mitsuaki Takami, arcivescovo di Nagasaki e Presidente della Conferenza episcopale del Giappone, dalla nunziatura di Tokio, luogo scelto per il primo discorso di Francesco nel Paese del Sol levante. “Quest’anno ricorre il centenario dell’arrivo del primo inviato papale in Giappone”, ha concluso  il presule: “Preghiamo affinché i giapponesi apprendano di più sul cristianesimo e la Chiesa universale apprenda sempre di più sul Giappone, e così le relazioni tra essi diventino si arricchiscano e contribuiscano alla pace e allo sviluppo della comunità internazionale. “Quest’anno ricorre il 470° anniversario dell’arrivo di San Francesco Saverio in Giappone”, ha esordito il presule: “Dopo che lui e i suoi compagni arrivarono, il cristianesimo cominciò a diffondersi ma nel 1614 iniziò una persecuzione che durò 260 anni, e molti furono martirizzati. Durante quegli anni, principalmente nella regione di Nagasaki, i credenti hanno mantenuto la loro fede a modo loro e l’hanno trasmessa attraverso il battesimo, la preghiera e l’insegnamento. In riconoscimento di questo importante fatto storico, l’anno scorso, chiese e villaggi dell’area di Nagasaki sono stati riconosciuti come Patrimonio dell’Umanità”. “La popolazione Giapponese ama e rispetta la natura, e la società è pacifica, ha detto mons. Takami: “Tuttavia, ci sono vari problemi relativi alla vita che ostacolano lo sviluppo della persona nella sua integrità. Desideriamo che lei ci dia un messaggio sulla dignità della vita, sul suo significato e su come viverla”. “Quest’anno ricorre il centenario dell’arrivo del primo inviato papale in Giappone”, ha concluso il presule: “Preghiamo affinché i giapponesi apprendano di più sul cristianesimo e la Chiesa universale apprenda sempre di più sul Giappone, e così le relazioni tra essi diventino si arricchiscano e contribuiscano alla pace e allo sviluppo della comunità internazionale.

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