Papa in Giappone: incontro vescovi, proteggere i giovani da suicidi, bullismo, disperazione, isolamento

“Vi sono diversi flagelli che minacciano la vita di alcune persone delle vostre comunità, che sono segnate, per vari motivi, dalla solitudine, dalla disperazione e dall’isolamento”. Lo ha detto il Papa, che nel discorso ai vescovi del Giappone ha fatto notare come “l’aumento del numero di suicidi nelle vostre città, così come il bullismo e varie forme di auto-esigenza, stanno creando nuovi tipi di alienazione e disorientamento spirituale”. “Quanto tutto ciò colpisce soprattutto i giovani!”, ha esclamato Francesco, esortando i presuli “a prestare particolare attenzione a loro e ai loro bisogni, a cercare di creare spazi in cui la cultura dell’efficienza, della prestazione e del successo possa aprirsi alla cultura di un amore gratuito e altruista, capace di offrire a tutti, e non solo a quelli ‘arrivati’, possibilità di una vita felice e riuscita”. “Con lo zelo, le idee e l’energia che voi potete dare, oltre che con una buona formazione e un buon accompagnamento, i vostri giovani possono essere una fonte importante di speranza per i loro coetanei e dare una testimonianza viva di carità cristiana”, ha assicurato il Papa: “So che la messe è molta e gli operai sono pochi, perciò vi incoraggio a cercare, sviluppare e far crescere una missione capace di coinvolgere le famiglie e promuovere una formazione in grado di raggiungere le persone là dove si trovano, tenendo sempre conto della realtà: il punto di partenza per ogni apostolato nasce dal luogo in cui le persone si trovano, con le loro abitudini e occupazioni. Lì, dobbiamo raggiungere l’anima delle città, dei luoghi di lavoro, delle università per accompagnare con il Vangelo della compassione e della misericordia i fedeli che ci sono stati affidati”.

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