Diocesi: Terni, celebrazioni per i 50 anni della traslazione nel duomo del venerabile Tinarelli

Un incontro con gli studenti delle scuole superiori sul tema “Giunio Tinarelli un Santo dei nostri giorni” e poi la visita alla mostra fotografica che ricorda l’avvenimento e la vita del venerabile. A curare le iniziative sono l’Unitalsi sottosezione di Terni, il Centro volontari della sofferenza e l’associazione Silenziosi operai della croce, in occasione del 50° anniversario della traslazione del corpo di Giulio Tinarelli in cattedrale. L’appuntamento è per sabato 23 novembre, al Museo diocesano di Terni. Nel pomeriggio, alle 17, un’altra conferenza sul tema: “Giunio Tinarelli, quale risposta alle problematiche della vita”. Alle 21, in cattedrale si svolgerà la veglia di preghiera. Domenica 24 novembre, giorno in cui 50 anni fa avvenne la traslazione, alle 10, in cattedrale un momento di riflessione sul tema: “Giunio Tinarelli, una vita vissuta in pienezza” guidato da don Luigino Garosio, postulatore generale delle Cause dei Silenziosi operai della croce. Seguirà, alle 11, la messa solenne presieduta dal vescovo di Terni, mons. Giuseppe Piemontese. “Il 24 novembre 1969, nel momento in cui la salma di Giunio Tinarelli usciva dal cimitero urbano per essere traslata in cattedrale – ricorda mons. Carlo Romani, parroco emerito della cattedrale di Terni – la folla, nonostante il pessimo tempo, era enorme e si ingrossava sempre di più. Tutte le associazioni cattoliche erano presenti ed anche un gruppo di operai delle acciaierie che, in tuta ed elmetto, affiancava la salma. Sembra strano che per un uomo di elementare cultura, semplice operaio siderurgico, costretto per ben 18 anni su un letto di sofferenza, si sia commossa l’intera città. Giunio Tinarelli era diventato un personaggio per la fede con la quale aveva accettato la sua malattia, per la testimonianza ed il coraggio che dava ai molti che incontrava nella sua modestissima casa, per l’esempio che trasmetteva ai tanti malati attraverso una fitta corrispondenza epistolare”.

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