Sir: principali notizie dall’Italia e dal mondo. Italia-Ue, attesa l’approvazione della manovra finanziaria. Ucraina, presidente Zelenskiy rivuole il Donbass

Economia: oggi da Bruxelles il via libera alla manovra finanziaria dell’Italia. Ma il debito resta eccessivo

Dovrebbe arrivare oggi, da Bruxelles, il via libera Ue alla manovra finanziaria italiana. Un semaforo verde annunciato nei giorni scorsi dal commissario agli Affari economici Pierre Moscovici. Non ci saranno richieste di correzioni dei conti, né rinvii a nuovi giudizi, anticipa l’Ansa. “E la formula della promozione sarà quella di rito, che sottolinea un rischio di deviazione significativa dagli impegni per il 2020, definisce la bozza sostanzialmente rispettosa delle regole. Il faro della Ue resterà comunque acceso, perché il debito italiano continua a crescere”. Qualora il Parlamento dovesse stravolgere le misure inviate a Bruxelles, la Ue avrà modo di valutare e poi trarre le sue conclusioni la prossima primavera. Quando al timone ci sarà Paolo Gentiloni. Con la pubblicazione delle opinioni sulle leggi di stabilità la Commissione Ue conclude per il 2019 il ciclo del Semestre europeo, cioè il periodo di valutazione dei conti pubblici. L’anno scorso, per l’Italia, il ciclo si protrasse ben oltre novembre perché la manovra fu rigettata, avendo sforando tutti i target concordati. Si aprì quindi un negoziato al quale prese parte non solo il ministro dell’Economia Giovanni Tria ma lo stesso premier Giuseppe Conte, e che si concluse poco prima di Natale. A dicembre il Governo riuscì ad evitare l’apertura di una procedura per debito eccessivo.

Cronaca: Milano, travolge e uccide un motociclista. Guardia giurata si spara con l’arma di ordinanza

Una guardia giurata di 30 anni si uccisa la notte scorsa a Milano dopo aver travolto e ucciso un motociclista a Milano. È accaduto intorno alle 4 all’incrocio tra piazza Emilia e viale Piceno. Secondo la ricostruzione del 118, quando la guardia si è resa conto della gravità delle condizioni dell’investito, che aveva 65 anni, si è sparata con la pistola d’ordinanza. Inutile per i due uomini la corsa in ospedale. Indagano gli agenti della Polizia locale.

Regno Unito: dibattito tv tra Johnson e Corbyn. Si è parlato solo di Brexit e sue conseguenze

Nel dibattito televisivo, svoltosi ieri sera davanti a 7 milioni di spettatori, tra il premier Boris Johnson e il leader del Partito Laburista Jeremy Corbyn per le elezioni del 12 dicembre nel Regno Unito si è discusso praticamente di un solo argomento: l’uscita del paese dall’Unione Europea. Johnson ha difeso a spada tratta il suo accordo, mentre Corbyn ha detto che rinegozierà un nuovo accordo con l’Ue e rimetterà la scelta ai cittadini inglesi con un nuovo referendum. Ha dichiarato Boris Johnson: “Se ottieniamo tutto ciò che volevamo dal Brexit il nostro intero Paese ne esce integro – Inghilterra Scozia, Galles, Irlanda del Nord insieme – e c’è una bella differenza tra ciò che proponiamo, facendo ora il Brexit e liberando il potenziale di questo Paese e aspettando l’anno prossimo con un altro referendum sull’Ue, con Jeremy Corbyn che non sa neppure dirci da che parte farà la campagna elettorale”. Ribatte Jeremy Corbyn: “Entro tre mesi negozieremo una proposta credibile di uscita con l’Unione ed entro sei mesi la sottoporremo a un referendum del popolo britannico per decidere tra l’opzione di lasciare l’Ue e proteggere i posti di lavoro, la nostra economia e l’accordo del Venerdì Santo o di rimanere membri dell’Unione europea. Questa sarà la scelta che verrà sottoposta al popolo britannico”.

Ucraina: presidente Zelenskiy, “un cronoprogramma per la restituzione del Donbass”. Finora 13mila morti

L’Ucraina vuole un cronoprogramma per la restituzione della regione del Donbass, annessa da Mosca nel 2014. Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskiy lo ha anticipato ieri ai giornalisti e intende portare la richiesta al vertice a quattro che si terrà il 9 dicembre a Parigi. Sarà il primo faccia a faccia tra Zelenskiy e Vladimir Putin, con il presidente francese Emmanuel Macron e la cancelliera tedesca Angela Merkel a fare da garanti. “Voglio parlare della liberazione del Donbass, con delle scadenze chiare. Di quando la nostra gente potrà tornare a casa”, ha dichiarato il presidente ucraino. Il ministro degli esteri russo, Sergey Lavrov, lunedì aveva ribadito la posizione di Mosca, che rimane ancorata – spiega Euronews – agli accordi di Minsk del 2014 e 2015, che prevedono uno status di autonomia per il Donbass, elezioni locali e un’amnistia per i ribelli. Il conflitto nel Donbass, durato 5 anni, ha registrato almeno 13mila vittime. La fine della guerra nell’Ucraina orientale è stata legata, da Emmanuel Macron, ad una possibile riammissione della Russia nel G8.

Iran: continuano le proteste per il carovita. Secondo Amnesty si contano già 106 vittime tra la popolazione

Sarebbero almeno 106, secondo una rappresentante di Amnesty International, le vittime degli scontri di questi giorni in Iran, in seguito alle manifestazioni contro l’aumento del prezzo della benzina e l’imposizione del razionamento del carburante. La televisione di Stato iraniana ha trasmesso nuove immagini delle proteste che il governo di Teheran ha denunciato definendole vere e proprie “rivolte”. I dati sulle vittime e sui disordini sono tuttavia contrastanti, anche perché il governo di Rohani ha oscurato Internet, rendendo difficile per gli iraniani comunicare con il mondo esterno. L’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani esprime notevole preoccupazione, come ammette il portavoce, Rupert Colville. “Siamo profondamente preoccupati per le segnalate violazioni delle norme e degli standard internazionali sull’uso della forza. Non conosciamo l’entità delle vittime e dei feriti, ma è chiaramente una situazione molto grave”.

Bolivia: El Mato, battaglia campale tra civile e polizia. Tre manifestanti uccisi e 30 feriti

Si è conclusa con un bilancio di tre manifestanti morti e almeno altri 30 feriti una battaglia campale svoltasi ieri nelle vicinanze di un impianto per lo stoccaggio di carburante dell’impresa statale Ypfb a Senkata, vicino a El Alto, in Bolivia. Lo riferisce l’Ufficio del Difensore del popolo boliviano. L’impianto era stato bloccato da tempo da manifestanti pro-Morales, al punto che nella capitale già era evidente la mancanza di benzina e diesel, per cui in mattinata è scattata una operazione delle forze di sicurezza che, con l’utilizzo di armi e lacrimogeni e l’appoggio di elicotteri, hanno avuto ragione della resistenza di chi appoggiava il blocco. In un primo momento si sono solo viste le autocisterne uscire dal deposito con il carburante per dirigersi verso La Paz e poi alcune ambulanze lasciare il luogo degli scontri. Con il passare delle ore però è emersa la durezza della repressione e l’esistenza di morti e feriti.

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