Migranti e religioni: Negro (Fcei), “sì al dialogo con le paure della gente ma xenofobia non è peccato veniale”

“Bisogna dialogare con le paure della gente ma anche ricordare che la xenofobia non è un peccato veniale perché porta maledizioni e morte”. Ha usato parole nette il pastore Luca Maria Negro, presidente della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia, nel suo intervento a conclusione del convegno “Migranti e religioni” organizzato dall’Ufficio nazionale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso e dalla omonima Commissione episcopale Cei. Negro ha ripercorso gli ultimi quattro anni di convegni che hanno portato le Chiese cristiane in Italia a dialogare tra loro a livello teologico e nel servizio al mondo. “È stata proprio l’accoglienza ai migranti a dare ampia visibilità al nostro cammino ecumenico”, ha ricordato, citando l’esperienza dei corridoi umanitari, portata avanti in protocolli distinti con lo Stato italiano sia dalla Cei (attraverso Caritas italiana e Migrantes) sia dalla Fcei, insieme alla Comunità di Sant’Egidio. “Questo percorso mostra che siamo maturi per fare un salto di qualità nel nostro cammino ecumenico”, ha detto riferendosi ad un percorso già avviato, ossia il “gruppo di lavoro delle Chiese cristiane in Italia”, organismo per ora informale. “Il salto di qualità – ha spiegato – è far vedere che in Italia l’ecumenismo non è episodico, né confinato nel ghetto dorato della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. Ma diventerà quotidiano”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Territori