Giornata mondiale infanzia: Mattarella, “fare di più per ragazzi e giovani, già ampiamente maggiorenni, che non lavorano né studiano”

(Foto: Francesco Ammendola - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

“Anche in Italia è migliorata nettamente la condizione di salute e di vita nell’infanzia, ed è un grande risultato. Bisogna fare sempre di più, così come anche per il problema dei ragazzi e dei giovani, già ampiamente maggiorenni, che non lavorano né studiano. È un problema che riguarda essenzialmente l’occupazione nel nostro Paese e la formazione per l’occupazione”. Lo ha affermato questa mattina il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricevendo al Quirinale una delegazione del Comitato italiano per l’Unicef in occasione in occasione della Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza nel 30° anniversario dell’adozione della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza da parte delle Nazioni Unite.
Dopo aver sottolineato che “l’Italia è sempre stata in questo in prima fila, e continua ad esserlo, con un impegno convinto e concretamente sviluppato” a sostegno delle Nazione Unite e delle varie Agenzie internazionali, il Capo dello Stato si è soffermato sul fatto che “è significativo che per l’Italia venga sottolineata l’alimentazione impropria, che è un segno non di mancanza di mezzi, ma di cattivo uso dei mezzi di cui si dispone”. “È un paradosso che in alcune parti del mondo i bambini abbiano molto e mangino male – e questo non fa bene alla salute – e in tante altre parti del mondo i bambini non abbiano neppure cosa mangiare”, ha ammonito Mattarella, secondo cui “questo è il problema che riguarda l’equilibrio tra le parti del mondo. E voi, da grandi, saprete affrontarlo meglio di quanto abbiamo potuto fare noi adulti”.
“Ma lo farete meglio – ha rimarcato il presidente – se manterrete, da adulti, quello che avete oggi di convinzioni, di visione del mondo, di visione dei rapporti tra le persone, di senso della dignità di ciascuna persona e di sensibilità”.

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