Carcere: Secondigliano, oggi pomeriggio le testimonianze di due familiari di vittime innocenti della criminalità organizzata

Oggi pomeriggio, alle 15.30, presso il reparto Mediterraneo del carcere di Secondigliano, in cui sono ristretti i detenuti di media sicurezza, l’associazione “La Mansarda” promuove un incontro in cui i reclusi potranno avere un confronto diretto e costruttivo con due familiari di vittime innocenti della criminalità organizzata, Claudio Salvia ed Assunta Cimminiello. Claudio Salvia – ricordano i promotori dell’iniziativa in una nota – è il figlio di Giuseppe Salvia, vicedirettore della Casa circondariale di Poggioreale, che venne trucidato il 14 aprile 1981 durante un agguato ordinato dalla Nuova Camorra Organizzata. Il motivo di tale ordine, da parte di Raffaele Cutolo, scaturì dal fatto che il vicedirettore pretese che il boss, al rientro in Poggioreale, fosse perquisito come da regolamento carcerario. In seguito a tale omicidio, Cutolo, la sorella ed altri due imputati, ebbero l’ergastolo. Quando fu assassinato, Giuseppe Salvia aveva 38 anni.
Assunta Cimminiello è sorella del tatuatore Gianluca Cimminiello, ucciso il 2 febbraio 2010 davanti all’uscio del suo negozio di Casavatore, per aver postato su Facebook una foto con il calciatore Ezequiel Lavezzi che scatenò la gelosia di un altro tatuatore, che si rivolse al clan Amato- Pagano che inviò un commando a scopo punitivo. Gianluca, istruttore di riuscì a respingere gli uomini del clan degli scissionisti che, per lavare l’onta, decisero di eliminarlo. Vincenzo Russo, ritenuto l’esecutore materiale dell’omicidio di Gianluca Cimminiello, è stato condannato all’ergastolo il 20 dicembre del 2016. Oggi sono stati condannati anche coloro che sono ritenuti mandanti. L’incontro sarà introdotto da Samuele Ciambriello, Garante campano delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale.

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