Nicaragua: vescovi, “profonda preoccupazione per attacco a cattedrale di Managua e assedio a Masaya”. Governo “indifferente” verso i diritti umani

La Conferenza episcopale del Nicaragua (Cen) prende posizione sui gravissimi fatti di questi giorni (l’assalto e la profanazione della cattedrale di Managua e l’assedio alla parrocchia di San Miguel, a Masaya), attraverso un comunicato diffuso poco fa e firmato dal segretario generale e portavoce, mons. Abelardo Mata, vescovo di Estelí. I vescovi esprimono solidarietà all’arcivescovo di Managua, il card. José Augusto Brenes, al parroco di San Miguel, padre Edwing Román, e a tutti i fedeli che si trovano nella chiesa di Masaya, tra cui cinque mamme di detenuti politici in sciopero della fame. In quanto persone, si legge, “hanno dei diritti e specialmente il diritto alla vita”.
La Cen esprime, poi, profonda “preoccupazione per l’aggressione fisica ad alcuni consacrati, la minaccia, l’assedio e la mancanza di rispetto contro la cattedrale metropolitana e altre chiese parrocchiali dell’arcidiocesi di Managua e per l’indifferenza dello Stato di fronte ai diritti dei nicaraguensi, che manifestano il loro dolore e i loro bisogni mettendo a rischio la propria vita”. La protesta di San Miguel “è un grido d’impotenza, d’insicurezza, di dolore, di indignazione” ed è “il risultato di mesi di sofferenza”.
I vescovi esortano “i responsabili di questo assedio a cambiare atteggiamento. È troppo il dolore sofferto dai nicaraguensi. Le famiglie che si trovano sotto assedio si trovano in una doppia sofferenza: la mancanza di libertà dei loro familiari detenuti e, ora, lo stato d’assedio che attenta contro le loro vite. Chiediamo al Governo di ascoltare le loro richieste, che sono dei veri e propri diritti”.

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