Facoltà teologica Triveneto: oggi il Dies academicus. Card. Ladaria (Santa Sede), “l’obbedienza della fede tocca ciascuno di noi”

Si è svolto questa mattina a Padova il Dies academicus che ha inaugurato il quindicesimo anno di attività della Facoltà teologica del Triveneto. È intervenuto mons. Francesco Moraglia, patriarca di Venezia e gran cancelliere. Il preside, mons. Roberto Tommasi, che concluderà a giugno gli otto anni del suo mandato, ha proposto la relazione annuale sulla vita della Facoltà. Il card. Luis Francisco Ladaria Ferrer, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, ha tenuto la prolusione su “L’obbedienza della fede” ed ha sottolineato che essa “tocca ciascuno di noi, tocca i singoli gruppi e comunità, tocca anche tutta la Chiesa e in particolare il Romano Pontefice e i vescovi in comunione con lui”. L’obbedienza della fede e la “fides ex auditu” sono “in intima relazione”.
La Facoltà teologica del Triveneto si configura come “sistema a rete”, ha detto il preside, che mette in relazione di collaborazione accademica la sede patavina (con i cicli di baccalaureato, licenza e dottorato in teologia), 5 Istituti teologici affiliati operanti in alcuni seminari del Triveneto e 7 Istituti superiori di scienze religiose presenti in alcuni dei principali centri del Veneto, del Friuli Venezia Giulia e del Trentino Alto Adige.
I docenti attivi nella rete sono 336. Gli studenti sono in totale 1699, così suddivisi: 306 nei tre cicli della sede di Padova dove preti, religiosi, seminaristi e laici studiano insieme; 175 (seminaristi) negli istituti teologici; 1218 (in grande maggioranza laiche e laici) negli Istituti superiori di scienze religiose. Dei 306 studenti di teologia della sede di Padova, 46 provengono da Paesi europei ed extraeuropei (Benin, Brasile, Burundi, Camerun, Cile, Costa d’Avorio, Costa Rica, Ecuador, Filippine, Francia, Ghana, India, Indonesia, Libano, Madagascar, Messico, Moldavia, Mozambico, Nigeria, Perù, Polonia, San Marino, Romania, Ruanda, Sri Lanka, Svizzera, Thailandia, Togo, Venezuela). Il 54% degli studenti della sede di Padova è costituito da seminaristi, presbiteri e religiosi/, mentre il 46% è costituito da laiche e laici; il 32% del totale sono donne. “Rispetto ai tempi in cui lo studio della teologia era appannaggio del clero – prosegue il preside – la significativa presenza di laici e laiche, con le peculiarità dei loro sguardi e delle loro sensibilità, nella sede di Facoltà (ma anche, e in misura superiore, negli Istituti di scienze religiose dove sono grande maggioranza), rappresenta oggi per il ‘mondo della teologia’, e anche per la Chiesa e la società, una risorsa promettente da diversi punti di vista”.

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