Agricoltura: Accademia dei lincei, oggi Bina Agarwal alla conferenza “Beyond Family Farming: Gendering the Collective”. “Puntare su donne e modelli alternativi”

L’economista indiana Bina Agarwal, docente di Economia dello sviluppo e ambiente presso l’Università di Manchester e Premio Balzan 2017, è stata l’ospite d’onore della conferenza dal titolo “Beyond Family Farming: Gendering the Collective” organizzata dalla Fondazione internazionale Premio Balzan e dall’Accademia nazionale dei Lincei, oggi pomeriggio a Roma.
Nel suo intervento, l’economista indiana ha analizzato le possibili soluzioni rispetto ai problemi cui è chiamata a far fronte la gran parte degli agricoltori nel mondo, in particolare nelle zone più povere del pianeta. “Da un lato – ha osservato Argawal –, ci sono i piccoli agricoltori, e specialmente la crescente percentuale di donne impegnate in agricoltura, poveri e presenti soprattutto nei Paesi in via di sviluppo con risorse decisamente limitate. Dall’altro, almeno per il futuro prossimo, lo sviluppo agricolo che resta la soluzione principale capace di ridurre la povertà nelle campagne ed assorbire la grande quantità di manodopera esistente o in fase d’ingresso sul mercato del lavoro, vista la limitata disponibilità di posti di lavoro in altri settori”. Secondo Agarwal, nel contesto della preoccupazione globale per la sicurezza alimentare, la povertà e i mezzi di sussistenza sostenibili, poca attenzione è stata rivolta alla trasformazione dell’agricoltura. “Per questo – ha proseguito – si richiede un modello alternativo di agricoltura che sia capace di coinvolgere i piccoli proprietari, al di là del modello agricolo familiare. Potrebbe essere il cosiddetto ‘approccio collettivo’, cioè l’agricoltura di gruppo, laddove piccoli agricoltori mettono volontariamente in comune la loro terra, forza lavoro, capitali e competenze per creare aziende di medie dimensioni, dividendo costi e benefici”. Forte poi il suo invito a non abbandonare, anzi a sostenere in ogni modo “le donne impegnate in agricoltura migliorando sotto ogni aspetto il loro accesso alla terra e alle risorse”. “Questo – ha concluso – permetterà loro di acquisire autonomia nelle decisioni relative alla produzione, di esercitare il controllo su di esse e costruirsi un’identità riconosciuta come lavoratrici agricole”. Presente all’incontro numerose autorità, tra cui il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Teresa Bellanova.

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