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Papa Francesco: a Ist. dialogo interreligioso in Argentina, “cultura dell’incontro” per affrontare sfide come “guerra, fame, povertà, crisi ambientale”

(Foto Vatican Media/SIR)

“Collaborare tra noi e con gli uomini e le donne di buona volontà, che non professano nessuna religione, per offrire risposte concrete alle tante piaghe del nostro mondo, come la guerra e la fame, la povertà che affligge milioni di persone, la crisi ambientale, la violenza, la corruzione e il degrado morale, la crisi della famiglia, dell’economia e, soprattutto, la mancanza di speranza”. È il compito affidato dal Papa ai partecipanti all’incontro promosso dall’Istituto per il dialogo interreligioso dell’Argentina, ricevuti oggi in udienza.  “Non c’è alternativa: o costruiamo il futuro insieme o non ci sarà futuro”, ha ribadito Francesco, in spagnolo, citando il documento di Abu Dhabi sulla Fratellanza umana: “Le nostre tradizioni religiose sono una fonte necessaria di ispirazione per promuovere una cultura dell’incontro. È fondamentale la cooperazione interreligiosa, basata sulla promozione di un dialogo sincero e rispettoso”. “È importante dimostrare che noi credenti siamo un fattore di pace per la società umana – la tesi del Santo Padre – e così risponderemo a chi accusa ingiustamente le religioni di fomentare odio e di essere causa della violenza”. Adottare “la cultura del dialogo come via; la collaborazione comune come condotta; il riconoscimento reciproco come metodo e criterio”, le tre indicazioni del Documento di Abu Dhabi rilanciate dal Papa, che ha esortato i presenti a chiedersi “come alimentare una fraternità che non sia teorica ma si traduca in autentica fraternità” e “come possiamo fa prevalere l’inclusione dell’altro sull’esclusione”, in modo da far sì che “le religioni siano canali di fraternità e non barriere di divisione”.

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