Etica civile: mons. Castellucci (Modena), “egoismo rende sterile il grembo della società”

“L’errore fondamentale delle civiltà e delle culture sterili o scarsamente feconde, è quello di pensare solamente al proprio fotogramma, incorniciarlo, abbellirlo, dimenticando appunto che si tratta di un fotogramma, di una tessera appartenente ad un insieme in movimento”. Così si è espresso mons. Erio Castellucci, teologo, arcivescovo di Modena-Nonantola, a chiusura della prima giornata della terza edizione del Forum di etica civile, in corso fino a domani all’Auditorium di Sant’Apollonia a Firenze sul tema “Verso un patto tra generazioni: un presente giusto per tutti”. Due giorni dedicati al rapporto tra generazioni con l’obiettivo di porre le condizioni per un rinnovato patto generazionale.
“Questa concentrazione su di sé e sul proprio particolare, questo appiattimento sul presente che nel linguaggio biblico è l’essenza del peccato, cioè l’egoismo – ha commentato – rende sterile il grembo della società. È uno squilibrio sociale che costringe i giovani di oggi a farsi carico degli anziani per l’avventatezza del sistema pensionistico e per la spregiudicatezza di una finanza incontrollata”.
Secondo l’arcivescovo di Modena-Nonantola, “l’esperienza intergenerazionale, che è l’educazione, non è una semplice eredità da consegnare ma un vero e proprio patto da stipulare”. Gli adulti, per mons. Castellucci, devono infatti “offrire ai giovani il loro patrimonio di saggezza, mentre i ragazzi le proprie attese e speranze”.
L’arcivescovo ha poi concluso dichiarando che: “Il futuro della città dipende anche da quanto gli adulti si fanno educare dai giovani, si lasciano interpellare dalle loro inquietudini e aspettative. Oggi, come dopo il diluvio universale, serve un nuovo arcobaleno tra Dio e gli uomini, tra il cielo dell’etica e la terra della tecnica”.

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