Papa Francesco: a penalisti, “criminalità organizzata” provoca “delitti che sono crimini contro l’umanità”

foto SIR/Marco Calvarese

“Una delle frequenti omissioni del diritto penale, conseguenza della selettività sanzionatoria, è la scarsa o nulla attenzione che ricevono i delitti dei più potenti, in particolare la macrodelinquenza delle corporazioni”. A lanciare il grido d’allarme è il Papa, nell’udienza concessa oggi ai penalisti internazionali. “Il capitale finanziario globale è all’origine di gravi delitti non solo contro la proprietà ma anche contro le persone e l’ambiente”, ha fatto notare Francesco a proposito della “criminalità organizzata responsabile, tra l’altro, del sovra-indebitamento degli Stati e del saccheggio delle risorse naturali del nostro pianeta”. “Il diritto penale non può rimanere estraneo a condotte in cui, approfittando di situazioni asimmetriche, si sfrutta una posizione dominante a scapito del benessere collettivo”, l’appello: “Questo succede, per esempio, quando si provoca la diminuzione artificiale dei prezzi dei titoli di debito pubblico, tramite la speculazione, senza preoccuparsi che ciò influenzi o aggravi la situazione economica di intere nazioni”. “Si tratta di delitti che hanno la gravità di crimini contro l’umanità – la denuncia del Papa – quando conducono alla fame, alla miseria, alla migrazione forzata e alla morte per malattie evitabili, al disastro ambientale e all’etnocidio dei popoli indigeni”.

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