Sir: principali notizie dall’Italia e dal mondo. Venezia: in arrivo un’altra marea; anche Matera sott’acqua. Crisi di governo in Moldova

Maltempo: Venezia e Matera, gioielli italiani, sott’acqua. Nel capoluogo veneto attesa in mattinata una nuova piena

È attesa per metà mattina una nuova piena a Venezia, già sommersa dall’acqua alta. La città attende con paura un’altra marea, nella giornata in cui sono state chiuse tutte le scuole e i vigili del fuoco hanno dovuto rispondere tutta la notte a chiamate di anziani e disabili che rischiavano di rimanere intrappolati in casa. Pellestrina, una delle isole davanti al mare già devastata dall’alluvione del ’66, è completamente sommersa dall’acqua. La nuova marea dovrebbe arrivare alle 10.20. Ieri l’acqua alta ha raggiunto il picco di 187 centimetri e ha provocato anche l’allagamento della Basilica di San Marco con conseguenze sui mattoni e sulle colonne dell’edificio e anche ai marmi recentemente sostituiti. Il maltempo colpisce anche al sud, un altro gioiello italiano. A Matera, capitale europea della Cultura 2019, le antiche strade si sono trasformate in torrenti in piena con fango e detriti che non hanno risparmiato il rione dei Sassi. Anche sulla costa jonica il vento di scirocco si è abbattuto con particolare violenza e si contano i danni. Disagi per neve sulle Dolomiti.

Cronaca: Basilicata, 17 arresti fra ex amministratori e funzionari pubblici. “Consolidato sistema di corruzione”

Diciassette misure cautelari, emesse nei confronti di ex amministratori e funzionari pubblici, sono in corso di esecuzione da parte dei Carabinieri nell’ambito di un’operazione coordinata dalla Procura della Repubblica di Potenza “su un consolidato sistema di corruzione” per “la gestione e la successiva autorizzazione di pratiche edilizie da parte dell’Ufficio difesa del suolo della Regione Basilicata” e per “l’illecita gestione politico-amministrativa del Comune di Venosa (Potenza)”. Coinvolto – secondo quanto si è appreso – anche l’ex sindaco del Comune oraziano. I particolari dell’operazione saranno illustrati stamani, alle ore 11, in una conferenza stampa che si terrà negli uffici della Procura della Repubblica di Potenza.

Moldova: crisi di governo, sfiducia per la premier Sandu che afferma di lottare contro la corruzione e la povertà

Crisi di governo in Moldova. Il Parlamento moldavo ha votato ieri una mozione di sfiducia contro il governo del primo ministro filo-europeo Maïa Sandu, in carica da giugno. Contro il governo, che ha fatto della lotta alla corruzione la sua priorità, hanno votato il Presidente moldavo Igor Dodon, il Partito socialista pro-russo e il Partito democratico fondato dall’oligarca esiliato Vladimir Plahotniuc. L’alleanza europeista Acum ha votato contro la sfiducia. Dopo la caduta del governo, la maggioranza dei deputati deve schierarsi a favore di una nuova coalizione ed eleggere un primo ministro che avrà 45 giorni di tempo per conquistare la fiducia del Parlamento, pena lo svolgimento di elezioni anticipate. Maïa Sandu è salita al potere dopo la formazione di una nuova coalizione tra filo-russi e filo-occidentali, sostenuta da Mosca e dalla stessa Europa. In Parlamento, Maia Sandu ha dichiarato: “È chiaro che la lotta è tra coloro che vogliono controllare la giustizia e le procure, per arricchirsi e mantenere la Moldova in povertà e coloro che lottano per le istituzioni, per una giustizia indipendente e corretta che sarebbe la base per la crescita economica, gli investimenti e la creazione di una società libera e prospera”.

Spagna: primi passi per un governo tra Socialisti e Podemos. Mancano però voti da cercare tra i partiti minori

Il premier uscente spagnolo Pedro Sánchez (Partito socialista) e Pablo Iglesias (leader di Unidas Podemos) avviano da oggi consultazioni e approfondimenti programmatici per dar vita a un governo di sinistra dopo le elezioni di domenica. I due leader hanno firmato l’accordo di principio per la formazione del nuovo governo, nonostante gli scontri politici degli ultimi anni e in tutta la campagna elettorale. Dalle urne è del resto emersa una situazione complicata con l’indebolimento di Psoe e Podemos, la quasi scomparsa dei centristi di Ciudadanos, la risalita dei Popolari e il successo dell’ultradestra di Vox. Pedro Sánchez afferma: “Questo nuovo governo sarà straordinariamente progressista. Lo sarà perché sarà composto da forze progressiste, perché lavorerà per il progresso della Spagna e per il progresso degli spagnoli. L’unica cosa che non rientra nello spirito del futuro governo progressista sarà l’odio e lo scontro tra spagnoli”. Santiago Abascal, leader di Vox, ha commentato cosi l’accordo tra Sanchez e Iglesias: “Il Partito socialista abbraccia il comunismo bolivariano”. Alla coalizione di sinistra mancano però oltre una ventina di voti che andranno ricercati tra i partiti minori e gli indipendentisti.

Afghanistan: autobomba esplode a Kabul nell’area di Qasaba. Bilancio provvisorio, sette morti e diversi feriti

Un’autobomba è stata fatta esplodere stamattina nella capitale afgana Kabul, uccidendo sette persone e ferendone almeno altre sette. Il ministero degli Interni afgano afferma che l’esplosione si è verificata nell’area di Qasaba, nel distretto di polizia 15. Non è ancora chiaro quale fosse l’obiettivo dell’attacco e al momento nessuno ne ha rivendicato la responsabilità, ma sia i talebani che l’Isis sono attivi a Kabul e – sottolinea l’Ansa – hanno rivendicato molti precedenti attacchi nella capitale afgana.

Zimbabwe: siccità colpisce milioni di persone. Anche la natura ne soffre: 200 elefanti morti

Almeno 200 elefanti sono morti in Zimbabwe per mancanza di cibo e acqua a causa della grave siccità. Lo affermano le autorità del Paese. Per impedire la morte di altri pachidermi, il governo ha in programma di spostare 600 elefanti dal Save Valley Conservancy, nel sudest del Paese, in altri tre parchi nazionali. Il timore è che fino all’arrivo delle piogge gli animali morti potrebbero aumentare per la perdita di habitat causata dalla grave siccità. Anche giraffe, leoni, bufali e antilopi saranno spostati in quello che le autorità descrivono come il più grande trasferimento nella storia del Paese. Si pensa che in Zimbabwe ci siano 80mila elefanti, circa un quinto del totale dell’Africa. L’allarme siccità è arrivato nei giorni scorsi anche da Oxfam, che ha sottolineato come in diverse aree del Paese si registri il più basso livello di piogge dal 1981, con 5,5 milioni di persone che al momento sono colpite da grave insicurezza alimentare.

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