Fondazione Ratzinger: Zamagni (Pass), “il leader eticamente orientato non è un manager ma ha una visione sul futuro dell’umanità”

“Fino a tempi recenti la parola leader era riferita al contesto economico, nel senso di imprenditore che ha successo e ottiene profitti. Oggi questo concetto si è ampliato perché ci siamo resi conto che la nostra società rispetto al passato ha molto più bisogno di leader, che non sono però dei manager, ovvero persone che eseguono ordini, ma coloro che hanno una visione”. Lo ha affermato Stefano Zamagni, presidente della Pontificia Accademia delle Scienze sociali, durante il seminario di studio promosso dalla Missione permanente di Osservazione della Santa Sede presso la Fao, l’Ifad e il Pam e dalla Fondazione vaticana Joseph Ratzinger-Benedetto XVI, a Roma, sul tema “Costruire il presente e prepararsi al futuro con una leadership etica”.
“Nell’ottica della quarta rivoluzione industriale e della globalizzazione – ha proseguito – i grandi problemi divengono in realtà dilemmi etici. Per questo abbiamo bisogno di leader eticamente orientati”. Al riguardo Zamagni ha fatto notare che “nel 2050, quando sulla Terra ci saranno 3 miliardi di persone in più rispetto ad ora, dovremo incrementare la produzione agricola del 70%, trovandoci così davanti a un dilemma: per sfamare tutti sarà necessario distruggere l’ambiente mettendo a coltura il 30% in più del terreno”.
Secondo il presidente della Pontificia Accademia delle Scienze sociali, non vi è però una percezione diffusa dell’esigenza di formare “leader capaci di sciogliere questi nodi”. “Solo Papa Francesco con la Laudato si’ – ha concluso – ha redatto un documento ufficiale che mette l’accento sul dilemma etico. La Chiesa e altri ambienti che se ne stanno occupando, sono in posizione minoritaria”.

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