Salute: mons. Battaglia (Cerreto Sannita) a convegno Aipas, “lasciarsi provocare e coinvolgere dall’umanità ferita”

“Ogni storia è intrisa di speranze, di sogni, di desideri e credo che la bellezza dell’essere cristiani si concretizzi in una Chiesa che, nel suo fare e nel suo essere, è segno della tenerezza di Dio, quel Dio che si ferma ad ogni uomo e ad ogni donna e li cerca in tutta la loro bellezza, anche e soprattutto quando è attraversata da ferite”. Lo ha detto oggi mons. Mimmo Battaglia, vescovo di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata dei Goti, intervenendo al terzo giorno del convegno sulla pastorale sanitaria in corso ad Assisi presso la Domus Pacis di Santa Maria degli Angeli sul tema “La bellezza di essere cristiani. I volti della pastorale sanitaria”. A promuovere l’appuntamento è l’Aipas.
“Il Signore non abbandona mai e vive con noi dentro ogni condizione umana”, ha continuato mons. Battaglia, evidenziando che la presenza del Signore si avverte quando “una carezza infonde coraggio a chi vive nella paura”; “dona Speranza a chi è avvolto nell’ombra della delusione e della rassegnazione”; “rianima la forza in chi è stanco e scoraggiato”; “fa sentire meno solo il fratello abbandonato ed emarginato”; “riempie di Presenza il nostro presente”.
“A chi si prende cura dell’ammalato è chiesto di riconoscere, anche nella persona più debole, la strada per la propria crescita spirituale e di accompagnamento”, ha poi sostenuto il presule, per il quale “imparare ad ascoltare le piaghe ti cambia la vita”. “Ogni malato è un’Eucarestia, frammento di una umanità ferita in cui il Signore continua a vivere; dedicarsi a loro non cambia il mondo, lo ama”, la tesi di mons. Battaglia.
Rivolgendosi alla platea, ha concluso: “Voi siete davvero coloro che vivono il più nobile atto di carità che dona non solo il diritto alla salute e alla cura, ma dona dignità alla sofferenza. Siete coloro che veicolano l’amore misericordioso e totale di Dio. Lasciatevi interrogare dalla malattia ma, al tempo stesso, lasciatevi provocare e coinvolgere dall’umanità ferita. Le vostre mani sono mani consacrate. Mettiamo più cuore nelle mani”.

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