Papa Francesco: udienza, “non si devono combattere le persone, ma il male che ispira le loro azioni”

foto SIR/Marco Calvarese

Un uomo “che approva la morte di Stefano e vuole distruggere la Chiesa”, ma che poi “diventerà lo strumento scelto da Dio per annunciare il Vangelo alle genti”. È l’identikit di San Paolo, al centro della catechesi del Papa in piazza San  Pietro. “Con l’autorizzazione del sommo sacerdote, Saulo dà la caccia ai cristiani e li cattura”, ha ricordato Francesco: “Alcuni di voi, che venite da popoli perseguitati dalle dittature, capite bene cosa significa dare la caccia alla gente e catturarla”, ha aggiunto il Papa. “E questo lo fa pensando di servire la legge del Signore”, ha sottolineato il Papa: “Dice Luca che Saulo ‘spirava’ minacce e stragi contro i discepoli del Signore: in lui c’è un soffio che sa di morte, non di vita”. “Il giovane Saulo è ritratto come un intransigente, cioè uno che manifesta intolleranza verso chi la pensa diversamente da sé, assolutizza la propria identità politica o religiosa e riduce l’altro a potenziale nemico da combattere”, ha proseguito Francesco. “Un ideologo”, ha aggiunto a braccio: “In Saulo la religione si era trasformata in ideologia, ideologia religiosa, ideologia sociale, ideologia politica”. “Solo dopo essere stato trasformato da Cristo, allora insegnerà che la vera battaglia non è contro la carne e il sangue, ma contro i dominatori di questo mondo tenebroso, contro gli spiriti del male”, ha detto il Papa: “Insegnerà che non si devono combattere le persone, ma il male che ispira le loro azioni”.

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