Ecuador: tensione sempre più alta. Conferenza dei religiosi, “dialogo unica via di soluzione”

“Solidarietà al popolo nel momento in cui giustamente chiede il rispetto dei suoi diritti e di cercare soluzioni basate sulla giustizia, il rispetto e la dignità delle persone”. Al tempo stesso, categoria condanna di qualsiasi tipo di “violenza, vandalismo, repressione, manipolazione, in qualsiasi forma”. È questa la posizione espressa, in una nota, dal presidente della Conferenza ecuadoriana dei religiosi (Cer), padre Rafael González Ponce in merito alle proteste che stanno bloccando il Paese sudamericano. Per i religiosi e le religiose il “dialogo effettivo è l’unica via possibile e permanente di soluzione”, mentre “gli inganni. Le demonizzazioni così come le brutali aggressioni devono cessare immediatamente”.
Per la Conferenza dei religiosi, “i disturbi e saccheggi di questi giorni denotano un deterioramento preoccupante del tessuto sociale, che si è venuto a creare da molto tempo ed esige risposte immediate e concrete da parte di tutti i settori della società; attendiamo dal Governo la capacità di aprire strade serie di ascolto dei più poveri e di capire che gli ultimi provvedimenti economici danneggiano soprattutto i più poveri”. È, pertanto, urgente “affrontare le cause profonde” degli squilibri sociali e “compiere passi efficaci per la costruzioni di quell’Ecuador fraterno che tutti desideriamo”.

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