Disagio mentale: Osservasalute, in Italia 2.8 milioni soffrono di depressione, soprattutto in Umbria e Sardegna. Più colpite donne e persone economicamente vulnerabili

Il disagio mentale sta acquisendo sempre maggiore rilevanza a livello nazionale, coinvolgendo una sempre più ampia fetta di popolazione, specie tra gli anziani (su cui grava sempre di più anche il peso della malattia di Alzheimer) e le fasce più deboli della popolazione dal punto di vista economico e sociale, assorbendo risorse del sistema sanitario, nonché gravando su società e famiglie. Tra le patologie più diffuse, la depressione. L’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) stima che i disturbi depressivi colpiscano oltre 300 milioni di persone nel mondo. La depressione rappresenta il 4,3% del carico globale di malattia ed è una delle principali cause di disabilità a livello mondiale, particolarmente nelle donne. In Italia, secondo l’indagine dell’Istituto nazionale di statistica-European health interview survey-Ehis), 2,8 milioni, ossia il 5,6% della popolazione di età superiore a 15 anni, presenta sintomi depressivi, dei quali 1,3 milioni con sintomi del disturbo depressivo maggiore. Questi, in estrema sintesi, i dati del Focus sul disagio mentale dell’Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane che opera all’interno di Vithali spin off dell’Università Cattolica presso il campus di Roma, reso noto oggi alla vigilia della Giornata mondiale per la salute mentale che ricorre domani, 10 ottobre. E la depressione aumenta con l’età: dal 2,2% nella fascia 15-44 anni al 19,5% tra gli ultra 75enni. Ne sono più colpite le donne: tra le over 75 anni quasi una su quattro soffre di sintomi depressivi (23,0%) a fronte del 14,2% tra gli uomini. A soffrirne di più i residenti al Centro e al Sud, in particolare in Umbria (9,5%) e Sardegna (7,3%). Gli over 35 più vulnerabili sul fronte socio-economico presentano un’incidenza doppia rispetto ai coetanei con titoli di studio più elevati.

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