Sinodo per l’Amazzonia: card. Hummes, “mancano ministri ordinati per i sacramenti”. Card. Baldisseri, su celibato “padri liberi di discutere”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“La mancanza di ministri ordinati”. È questa, per il card. Claudio Hummes, presidente della Repam e relatore generale del Sinodo per l’Amazzonia, una delle emergenze pastorali della regione a cui sarà dedicato l’appuntamento in Vaticano, a partire dal 6 ottobre. “Il 70-80% delle comunità all’interno dell’Amazzonia brasiliana – ha detto il cardinale rispondendo alle domande dei giornalisti – ha poca vita sacramentale, a parte il battesimo e il matrimonio. Mancano i sacramenti: c’è un salto tra la Parola di Dio e la pratica. I sacramenti sono i mezzi per praticare la Parola: poche persone, nella regione amazzoniche, hanno la possibilità di accedere alla Comunione. Ma la Chiesa vive di Eucaristia e l’Eucaristia edifica la vita della Chiesa”. “Mancano ministri ordinati che celebrino l’Eucaristia”, l’appello di Hummes, soffermandosi sulla necessità, per i padri sinodali, di “cercare nuovi cammini per portare l’Eucaristia nella vita delle nostre comunità”. Interpellato sulla questione del celibato ecclesiastico, il card. Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo dei vescovi, ha ricordato che al n. 129 dell’Instrumentum laboris “c’è un accenno a questo tema”. “Per le zone più remote della regione”, si legge infatti nel documento, l’auspicio è che “si studi la possibilità di ordinazione sacerdotale di anziani, preferibilmente indigeni, rispettati e accettati dalla loro comunità, sebbene possano avere già una famiglia costituita e stabile, al fine di assicurare i Sacramenti che accompagnano e sostengono la vita cristiana”.  Su questo come sugli altri punti dell’Instrumentum laboris, ha ricordato Baldisseri, “i padri sinodali sono liberi di discutere e di fare proposte”.

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