Fine vita: mons. Paglia (Pav), “un accordo storico. Ora lo proporremo alle altre religioni”

“Non è storico il contenuto, ossia aver trovato un accordo sul fine vita. È storico che le tre religioni monoteiste lo abbiano firmato insieme. E assieme continuare a proporlo ad altre religioni”. Così mons. Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la vita, ha spiegato oggi in conferenza stampa a Roma le motivazioni della Dichiarazione congiunta delle religioni monoteiste abramitiche sulle problematiche del fine-vita, firmata questa mattina dai rappresentanti ebrei, cattolici e musulmani in Vaticano. Si tratta di un’iniziativa coordinata dalla Pontificia Accademia per la vita guidata da mons. Vincenzo Paglia e realizzata da un gruppo congiunto interreligioso. Per il mondo ebraico la Dichiarazione è stata sostenuta da rav Avraham Steinberg dell’Israeli National Bioethics Council e dal rav David Rosen e per il mondo musulmano da Sheikh Bin Bayyah, presidente del “Muslim Forum for Peace” e da Samsul Anwar, presidente del “Central Committee of the Indonesian Muhammadiyah”. Oggi i rappresentanti religiosi hanno consegnato la Dichiarazione a Papa Francesco. “È il frutto di un anno e mezzo di lavoro e di incontri – ha spiegato mons. Paglia -. Non è stato difficile mettere insieme convinzioni che sono comuni. In genere sono più le questioni politiche ad impedire questa prospettiva”. Non ci sono stati ancora contatti ufficiali con rappresentanti di altre religioni, “solo amicali – ha precisato – con buddisti e induisti. Questi ultimi sono particolarmente vicini alla prospettiva delle cure palliative. In fondo è anche il lavoro che faceva Madre Teresa di Calcutta, ossia avvolgere di affetto quelli che stanno morendo”. Mons. Paglia ha auspicato che dalla Dichiarazione nasca “una maggiore promozione delle cure palliative e la ricerca e lo studio a livello universitario. In Italia, ad esempio, abbiamo una ottima legge ma è sconosciuta a tutti. Vogliamo promuovere la cultura della cura, non dello scarto di chi non ce la fa”.

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