Infanzia: Save the Children, 1 ragazzo su 7 abbandona precocemente la scuola. Edifici poco sicuri

Povertà economica e povertà educativa si alimentano reciprocamente e si trasmettono di generazione in generazione. Nel nostro Paese, rileva il X Atlante dell’infanzia a rischio di Save the Children presentato oggi a Roma e in altre 9 città italiane, 1 giovane su 7 (il 14,5%) ha abbandonato precocemente gli studi, quasi la metà dei bambini e adolescenti non ha letto un libro extrascolastico in un anno, circa 1 su 5 non fa sport. Per contro, anche la scuola è stata in questi anni colpita pesantemente dai tagli alle risorse, spesso “lineari”, che hanno penalizzato le aree già in difficoltà. Sebbene nell’ultimo decennio si siano fatti grandi passi in avanti sul tema della dispersione scolastica, abbattendo di -5,1% la media nazionale dei cosiddetti “Early school leavers”, il dato complessivo del Paese nel 2018, che si attesta al 14,5%, fa registrare per il secondo anno consecutivo un pericoloso trend di ripresa del fenomeno che in Calabria, Sicilia e Sardegna supera il 20%. Inoltre, in un paese fragile dal punto di vista sismico e idrogeologico, quasi il 79% delle scuole censite nelle aree a medio-alta pericolosità sismica non hanno una progettazione antisismica, il 53,9% delle scuole italiane non ha il certificato di agibilità e quasi un terzo non ha un collaudo statico. Per Raffaela Milano, direttrice dei Programmi Italia-Europa di Save the Children, “c’è bisogno di una legge nazionale che superi l’attuale frammentazione normativa e garantisca a studenti, personale docente e non docente, spazi scuri e protetti”, mentre “gli spazi pubblici abbandonati e in stato di degrado” devono essere “riqualificati e destinati ai bambini e agli adolescenti”.

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