Polonia: “fotografia” della fede tra giovani e adulti. Vescovi, importanza della domenica come “giorno del Signore”

“Il futuro della Chiesa in Polonia dipende dal riconoscimento del carattere festivo della domenica, dalla percezione di quella giornata come dedicata a Dio e all’uomo, dalla partecipazione alla liturgia domenicale”, ha detto mons. Wiktor Skworc presentando recentemente il nuovo programma pastorale triennale volto soprattutto a ricordare ai cristiani l’importanza del particolare carattere della domenica. Secondo Slawomir Nowotny, sociologo dell’Istituto statistico della Chiesa, in Polonia domenica viene però sempre meno percepita come “dies Domini” e sempre più come una giornata libera da impegni lavorativi. L’affermazione è suffragata dai dati dall’istituto Cbos che valuta al 49% i battezzati praticanti regolarmente. Le statistiche ecclesiali mettono in risalto tuttavia la loro disomogeneità su scala nazionale: in alcune regioni (in particolare nel sud-est della Polonia) il numero dei domenicantes supera il 70%, e in altre si attesta al 30% soltanto, mentre da oltre dieci anni risulta stabile il numero dei comunicantes pari al 17%. A identificare ancora di più l’immagine della società polacca sono le statistiche riguardanti gli aspetti importanti della vita. Per l’80% dei polacchi il più importante è “una famiglia felice”, per il 55% “essere in salute”, mentre per il 48% “vivere in pace”.
La fede religiosa risulta essere importante per il 28% degli intervistati, e solo il 18% dei polacchi dà la massima importanza alla libertà d’opinione. Secondo i recenti sondaggi, i giovani polacchi (17-24 anni), sebbene favorevoli alla democrazia rappresentativa, sono sfiduciati nei confronti degli schieramenti presenti in Parlamento e “mancano di esempi di riferimento”. Secondo gli analisti dell’Isp “il mondo dei giovani è caratterizzato da un forte individualismo, e dominato dal desiderio di successo e di una vita comoda e tranquilla”.

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