Economia: Prodi, “la politica globale ha dimenticato solidarietà e sostenibilità”

(Bologna) “La politica globale dell’ultima generazione ha dimenticato la solidarietà, abbiamo infiniti dati statistici in materia che ci rimandano a disuguaglianze”. Lo ha detto Romano Prodi, economista e già presidente del Consiglio dei ministri, intervenendo al convegno annuale degli aderenti italiani della Fondazione Centesimus Annus pro Pontifice in corso di svolgimento nel convento di S. Domenico a Bologna. “Negli ultimi due-tre anni c’è stato un cambio di mentalità, ma non di comportamento. E dal punto di vista della sostenibilità non andiamo meglio: si presenta con caratteristiche diverse ma il ruolo delle istituzioni è sempre debole”.
Prodi ha ricordato quando era presidente della Commissione europea e ha preso corpo il protocollo di Kyoto: “La Russia firmò all’ultimo, ma c’era l’assoluta contrarietà di Cina e Stati Uniti. È servito a formare una coscienza collettiva, ma non per cambiare i comportamenti. Così come le emissione inquinanti che per un periodo sono calate, lo devo dire, per merito della crisi mondiale e non di una volontà degli stati. Infatti quando l’economia è ripartita sono ricresciute”.
Uno dei problemi è “la totale mancanza di potere delle Nazioni Unite, l’Onu conta sempre meno nella politica mondiale. I cinque grandi Paesi, controllano tutto”, ha detto Prodi. Quindi, quali prospettive per le istituzioni? “Ci sono speranze per il progresso tecnologico combinato con i movimenti politici che si muovono dal basso, quando sono forti. La Laudato si’ è un richiamo importante, un monito alle coscienze. Ma per ora questo richiamo non si è diffuso a livello politico. Dobbiamo lavorare sull’opinione pubblica che aiuti a portare questo mutamento”, ha concluso Prodi.

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