Card. Newman: Carlo d’Inghilterra, ha dimostrato che “tutte le nostre divisioni possono portare a una più grande comprensione e tutti i nostri cammini possono trovare una casa comune”

“Quando Papa Francesco domani canonizzerà il cardinale John Henry Newman, primo britannico da oltre quarant’anni a essere proclamato santo, sarà motivo di festa non solo nel Regno Unito e non soltanto per i cattolici, ma anche per tutti coloro che hanno a cuore i valori che lo hanno ispirato”. È quanto scrive il Principe di Galles, Carlo d’Inghilterra, in un articolo pubblicato da L’Osservatore Romano alla vigilia della canonizzazione di domani. “Quali che siano le nostre credenze, e qualunque sia la nostra tradizione, non possiamo che essere grati a Newman dei doni, radicati nella sua fede cattolica, che ha condiviso con la società più in generale”, prosegue Sua Altezza Reale: “Newman si è impegnato non solo con la Chiesa, ma anche con il mondo. Pur essendo totalmente dedito alla Chiesa alla quale era giunto passando per così tante prove intellettuali e spirituali, egli ha comunque avviato un dibattito aperto tra cattolici e altri cristiani, spianando la strada ai successivi dialoghi ecumenici”. Per Carlo d’Inghilterra, “la sua influenza è stata immensa. Singoli cristiani si sono sentiti sfidati e rafforzati nella loro devozione personale dall’importanza che lui attribuiva alla voce della coscienza. Le persone di tutte le tradizioni che cercano di definire e difendere il cristianesimo si sono scoperte grate per il modo in cui egli ha riconciliato fede e ragione”. “Come anglicano ha ricondotto quella Chiesa alle sue radici cattoliche e come cattolico è stato pronto a imparare dalla tradizione anglicana, per esempio nel promuovere il ruolo dei laici”, si legge ancora nell’articolo: “Quando infine decise di abbandonare la Chiesa d’Inghilterra, il suo ultimo sermone, con cui si accomiatò da Littlemore, lasciò la congregazione in lacrime. Nell’immagine dell’armonia divina, che Newman ha espresso in modo tanto eloquente, possiamo vedere come, in fondo, quando seguiamo con sincerità e coraggio i diversi sentieri ai quali la coscienza ci chiama, tutte le nostre divisioni possono portare a una più grande comprensione e tutti i nostri cammini possono trovare una casa comune”.

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