Siria: “Un ponte per”, “Governo ritiri militari italiani e batteria missili terra aria Aster dalla Turchia”

“Il ritiro del nostro contingente di 130 militari dall’ Operazione Active Fence ai confini tra Turchia e Siria, il rientro a casa della batteria di missili terra aria Aster Samp/T, la richiesta a Ue e Onu di un embargo sulle armi alla Turchia e una chiara risoluzione di condanna”. Sono “gli atti concreti” che i due copresidenti dell’associazione “Un ponte per”, Angelica Romano e Alfio Nicotra, chiedono al Governo italiano davanti alla invasione turca della Siria. “L’Italia – affermano – non può partecipare neanche indirettamente all’aggressione turca contro la Siria. Dobbiamo compiere ogni sforzo per fermare il piano di sostituzione etnica che ha in mente Erdogan perché sarebbe un crimine contro l’umanità e rappresenterebbe l’anticipo della spartizione della Siria tra le potenze mondiali e regionali”. I due copresidenti, in una nota, si dicono “orgogliosi del nostro staff, locale ed internazionale, che si trova nei territori del Nord Est e rappresenta uno dei pochi aiuti umanitari a sostegno della popolazione civile colpita dalle bombe di Ankara”. “Con i nostri partner della Mezzaluna Rossa Curdo siriana stiamo cercando di fronteggiare una situazione drammatica fatta di decine di migliaia di persone sfollate in fuga. Come in Iraq siamo sempre stati al fianco delle vittime della guerra, sin dal suo inizio, lo siamo ancora una volta oggi, davanti a questa barbara aggressione”. Romano e Nicotra chiedono al “movimento pacifista e alle forze democratiche una mobilitazione in ogni città ed una manifestazione nazionale da indire al più presto” ma senza assecondare alcuna campagna islamofobica da parte delle forze di destra e reazionarie”. “Sappiamo distinguere tra Governi e popoli – concludono i due – e sappiamo che le leggi speciali, gli arresti arbitrari degli oppositori, di avvocati, giornalisti, parlamentari e degli attivisti sindacali e dei diritti umani in Turchia è stata la premessa per silenziare la società civile e poter meglio, tramite il terrore, scatenare la guerra”.

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