Lavoro: Torino, incontro fa il punto fra industria 4.0 e vecchi modelli di fabbrica. “Più formazione per la dignità della persone”

Di fronte alla digitalizzazione della produzione e a industria 4.0 occorre tornare a valorizzare la persona e l’etica del lavoro. Tutto partendo dalla formazione e dalla scuola. È il messaggio che è arrivato oggi da Torino nel corso dell’incontro “Le nuove frontiere del lavoro e delle relazioni industriali”, promosso da Cisl Piemonte e Torino-Canavese, con la collaborazione dell’Ucid Piemonte, del Centro studi “Giuseppe Toniolo”, del Centro culturale “Piergiorgio Frassati” e dell’Ufficio della Pastorale sociale e del lavoro.
Attorno al tema delle nuove relazioni industriali hanno ragionato economisti, dirigenti, ricercatori e sindacalisti. Occorre – è stato spiegato – arrivare ad un sistema (ancora in parte da inventare) che metta insieme scuola, formazione professionale, imprese, aggiornamento tecnico e culturale, mercato del lavoro e cambiamenti continui. A dimostrarlo è la forbice che continua ad allargarsi quando si confrontano le professionalità delle nuove generazioni e le necessità delle aziende.
“La situazione che abbiamo sotto gli occhi – ha detto Alessio Ferraris, segretario generale Cisl Piemonte – dovrebbe fare scattare nella politica il convincimento che non si può più aspettare: per decenni abbiamo tagliato le spese, mentre ora bisogna puntare al rilancio del Paese e alla partecipazione, quindi fare entrare il tema dell’apprendimento come un elemento fondamentale per non rimanere esclusi dal mondo del lavoro”. Attenzione particolare è stata poi data al tema dei giovani e del lavoro. “In cinque anni – ha spiegato però il segretario generale della Compagnia di Sanpaolo, Alberto Anfossi –, le competenze di un individuo si dimezzano: occorre intervenire per tempo con un continuo aggiornamento”. Mentre il presidente della Fondazione Crt, Giovanni Quaglia, ha rilevato che “occorre fare attenzione alla eccessiva finanziarizzazione dell’economia alla quale deve essere opposto un ritorno all’attenzione alla persona ed agli spazi di crescita sociale. Ambiti nei quali le fondazioni bancarie possono fare molto”.
“La digitalizzazione della produzione – ha detto invece Guido Saracco, rettore del Politecnico di Torino –, ha scardinato il vecchio modello industriale: oggi siamo di fronte ad un nuovo paradigma che mette in crisi tutti e che, però, apre anche a lavori alternativi. Dobbiamo tuttavia essere capaci di affrontare questa realtà diversamente dal passato”.

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