Taglio parlamentari: Baggio (Sophia), “le cause della crisi dei politici non vengono toccate”

“Il provvedimento relativo al taglio dei parlamentari – votato obtorto collo da alcune forze politiche – non è un danno enorme in sé. Ma avere meno collegi elettorali e molto più grandi rispetto agli attuali crea forti ostacoli alla rappresentatività, cioè alla possibilità per i cittadini di sentirsi rappresentati”. Lo afferma Antonio Maria Baggio, docente di Filosofia politica all’Istituto universitario “Sophia” di Loppiano, commentando in un’intervista al Sir l’approvazione della riforma costituzionale relativa al taglio del numero di parlamentari. Un provvedimento che “ha trovato un forte consenso popolare perché nasce da una rivolta dell’opinione pubblica nei confronti dei parlamentari genericamente intesi”, spiega Baggio. Una rivolta contro la “casta” motivata da “un senso di rifiuto generato dall’impressione di corruzione generalizzata – e purtroppo i casi ci sono stati e anche gravi – a cui si aggiunge la perdita di ruolo dei parlamentari per via di una politica personalistica e personalizzata nella quale sembrava che a decidere fosse soltanto il capo del partito e i parlamentari fossero meri esecutori”.
Secondo il docente, la riforma “non raggiungerà gli effetti che vengono dichiarati in termini di risparmio, che è ridicolo in confronto alle cifre di cui ci sarebbe bisogno”. “E le cause della crisi dei rappresentanti politici – osserva – non vengono affatto toccate dal ridurre il loro numero”. Per Baggio, “se avanzano idee che vogliono una limitazione della libertà del parlamentare, superando il ‘senza vincolo di mandato’ e facendo diventare il parlamentare un portavoce e quindi un delegato privato, allora l’antipolitica uccide la politica”.

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