Siria: “Un Ponte Per”, “situazione molto grave dalle conseguenze imprevedibili”

“La situazione è molto grave, la popolazione è ovviamente spaventata a causa dei bombardamenti. Oggi, nonostante tutto, le persone al mattino facevano la fila per il pane e provavano ad andare avanti con le loro vite normalmente. Nel frattempo, stiamo predisponendo tutte le nostre risorse per far fronte alla situazione e restare al fianco dei civili, anche se un’ulteriore escalation potrebbe avere conseguenze imprevedibili”. Lo denuncia lo staff internazionale dell’gng italiana “Un Ponte Per” (Upp) testimoniando quanto sta avvenendo in queste ore nel Nord Est della Siria, in seguito al lancio dell’operazione turca “Peace Spring” che ha colpito le principali città di confine causando vittime civili e numerosi feriti, tra cui donne e bambini.
“Solo nel corso della giornata di ieri – evidenzia Upp – i bombardamenti dell’aviazione militare turca e fuoco di artiglieria hanno colpito in modo indiscriminato le città più prossime al confine turco-siriano: tra queste, anche Kobane, Qamishlo, Ras El Ain, Ain Issa, Jawadia, Tel Abiad, dove si registrano i danni peggiori. Le operazioni militari, attualmente, continuano. A Qamishlo il bombardamento di ieri notte ha colpito il quartiere cristiano e mietuto vittime civili, tanto che oggi un comunicato internazionale delle organizzazioni Siriache Cristiane condanna l’invasione e chiede una No-Fly-Zone sul Nord Est siriano”.
Grave e in peggioramento anche la situazione ad Hassake, dove un attacco aereo ha colpito l’impianto di distribuzione dell’acqua, compromettendo l’approvvigionamento per circa 400.000 persone. Alcune Ong stanno portando l’acqua con dei camion cisterna.
Sono approssimativamente 450.000 le persone che vivono nei centri abitati vicini al confine turco-siriano: “Se l’offensiva non verrà fermata immediatamente, ci troveremo ad osservare una nuova crisi umanitaria di dimensioni imponderabili”.
La popolazione del Nord Est Siria che viene colpita in queste ore si è da poco liberata dal giogo di Daesh, che ieri è tornato a colpire: “L’attacco turco, in questo senso, rischia solo di rafforzare l’offensiva di Daesh nell’area”.

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