Naufragio a Lampedusa: don La Magra (parroco) ai sopravvissuti, “chiediamo perdono a voi e ai vostri cari se ci siamo vantati di essere nazioni cristiane”

“A voi e ai vostri cari, che riposano in fondo al mare, noi chiediamo scusa. Se ci siamo vantati di essere nazioni cristiane, giuste, democratiche e libere e poi permettiamo che accada questo. Chiediamo perdono a voi, come lo chiediamo a Dio”. Lo ha detto il parroco di Lampedusa, don Carmelo La Magra, nell’omelia delle esequie delle 13 donne morte nel naufragio che si è verificato nella notte tra domenica e lunedì al largo dell’isola. E lo ha fatto rivolgendosi ai 10 dei 22 sopravvissuti presenti alla cerimonia. Le bare sono state disposte nel salone della Casa della fraternità di Lampedusa davanti a un altare predisposto per l’occasione. “Da questo altare – ha aggiunto il sacerdote – va un ringraziamento a voi, che avete accettato di pregare insieme a noi, anche se il vostro dolore è tanto. La nostra preghiera va anche alle vostre famiglie, a quanti sapranno della morte dei propri cari. E un ringraziamento – ha proseguito don La Magra – anche a quanti in questi giorni, sì per lavoro, ma con grande delicatezza e tenerezza hanno trattato con i morti e con i vivi, militari e civili, perché oggi hanno scelto di essere qui senza esserne obbligati”. “Il Signore benedica – ha concluso – quanti hanno scoperto nel loro cuore umanità e tenerezza”. Al termine dei funerali, dal Forum Lampedusa Solidale, sono state donate ai sopravvissuti delle copie in lingua francese della Bibbia e del Corano. Le salme, invece, saranno sepolte nei cimiteri dei Comuni agrigentini che daranno disponibilità ad accoglierle.

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