Ecuador: vescovi a favore del dialogo tra Governo, lavoratori e indigeni, “fiduciosi” rispetto a un possibile tavolo

Mentre anche ieri, in Ecuador, si sono susseguite manifestazioni sia contro sia a favore del Governo, si sta lavorando all’installazione di un tavolo di dialogo tra il Governo del presidente Lenin Moreno – che nei giorni scorsi ha lasciato la capitale, Quito, per la più sicura Guayaquil – e le organizzazioni sindacali e indigene in sciopero da oltre una settimana. Un comunicato, emesso ieri in serata (ora locale) dal Consiglio di presidenza della Conferenza episcopale ecuadoriana, informa che “è stata avviata l’8 ottobre una fase di dialoghi esplorativi tra il Governo e i settori sociali, nella sede delle Nazioni Unite a Quito. Questo processo di dialogo è ancora in costruzione e potrebbe includere una mediazione e un’agenda tematica che dovranno emergere di comune accordo tra le parti”. Grazie anche alla facilitazione della Chiesa ecuadoriana, “il sistema delle Nazioni Unite e delle Università ha manifestato il suo interesse a facilitare il processo di mediazione”. Un primo risultato è che le manifestazioni di ieri a Quito si sono svolte in un clima sostanzialmente pacifico.
Proseguono i vescovi: “Fedeli alla nostra vocazione di essere segno e strumento di unità, ci sentiamo fiduciosi rispetto a questo primo passo e ribadiamo la nostra posizione a favore del dialogo. Esortiamo le parti a continuare a lavorare per un accordo finale, che consenta il ritorno alla calma e il rafforzamento della democrazia. Offriamo la nostra costante preghiera, affinché si realizzino punti in comune, che restituiscono la pace alla nostra nazione e si vada avanti nella ricerca di una giustizia sostenibile per la vita e la dignità umana”.

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