Brexit: mons. Martin (vescovi irlandesi), appello “alla calma e alla moderazione, anche nel linguaggio”. “Non si spezzi il processo di pace”

Un invito alla calma e alla moderazione, anche nell’uso del linguaggio, in modo che “il processo di pace a fatica avviato in Irlanda, e ancora molto fragile, non si spezzi”. A chiederlo è il presidente dei vescovi irlandesi, mons. Eamon Martin, arcivescovo della diocesi di Armagh, che si estende tra Eire e Irlanda del Nord. Da Santiago de Compostela dove si è svolta l’Assemblea plenaria del Ccee, mons. Martin prende la parola. L’appartenenza di entrambi i Paesi all’Unione europea – dice in una intervista al Sir – “ci ha finora fornito una ‘tela aperta’ su cui costruire la nostra vita. Ha fornito – come hanno sottolineato grandi statisti come John Hume – sia ai cattolici nazionalisti sia ai repubblicani una visione in base alla quale tutti potevano condividere un futuro comune in un contesto in cui il confine territoriale non sarebbe stato importante e in cui unionisti e ‘Loyalist’ potessero sentirsi fratelli e sorelle, membri di un’Europa comune, nonostante le diversità culturali e le differenti radici. E, cosa ancora più importante, questa appartenenza ha permesso lo sviluppo del processo di pace”. Il presule spiega: “Nel corso degli ultimi anni, mentre andava avanti il dibattito sulla Brexit, ho assistito ad una crescente divisione in varie fazioni. Le persone tendevano a prendere posizioni estreme sia da un lato sia dall’altro, guardandosi a vicenda con sospetto e diffidenza e assumendo posizioni forti e molto rigide. Dalla scorsa estate ho notato un crescente settarismo e ricorso al ‘discorso dell’odio’ e, purtroppo, anche un crescente ricorso alla violenza. Penso all’assassinio della giovane giornalista Lyra McKee, oltre a numerosi attacchi a luoghi di culto vicino al confine”. L’appello a “tutti”, leadership politica, società civile e autorità religiose è “alla calma e alla moderazione, anche nell’uso del linguaggio, dando esempi di amicizia e collaborazione reciproca”. “Chiederei di sostenere con forza i principi espressi nell’Accordo del Venerdì Santo, principi basati sulla fiducia e sulle legittime aspirazioni di ogni parte in causa. Uno dei principi espressi nell’Accordo del Venerdì Santo – e che rappresenta un fattore determinante del suo successo – è che ci possono essere differenze in termini di legittime aspirazioni. Sostenere i principi espressi nell’Accordo del Venerdì Santo significa oggi contribuire a un futuro migliore per tutti coloro che si trovano a condividere la vita sull’isola dell’Irlanda”.

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