Tribunale ecclesiastico siculo: mons. Iannone (Pont. Consiglio testi legislativi), “in Europa le leggi tentano di ridefinire la famiglia d’accordo con l’ideologia di moda”

“È oggi più che mai importante esaminare quale sia la volontà reale di coloro che chiedono di sposarsi in Chiesa”. È l’appello che mons. Filippo Iannone, presidente del Pontificio Consiglio per i testi legislativi, ha lanciato ieri sera, inaugurando a Palermo l’anno giudiziario del Tribunale ecclesiastico interdiocesano siculo. Nella sua prolusione su “Il Magistero di Papa Francesco nei discorsi alla Rota”, ha sottolineato che “l’invito di Papa Francesco a una conversione pastorale delle strutture ecclesiali si dovrebbe tradurre in una più attenta valutazione della situazione delle singole persone, aiutandole ad accettare il disegno divino sulla famiglia insito nei loro cuori”. Parlando agli operatori del Tribunale ecclesiastico di 14 delle 18 diocesi siciliane, ai vescovi della Conferenza episcopale siciliana intervenuti alla inaugurazione e alle autorità civili e militari presenti, mons. Iannone ha detto: “Sappiamo che fin dall’inizio del suo pontificato Papa Francesco ha espresso come priorità pastorale la preoccupazione per la famiglia, cosciente del suo ruolo fondamentale nella Chiesa, invitando a riscoprirla come soggetto imprescindibile per la nuova evangelizzazione”. “Questo impegno – ha proseguito – si è fatto palese nella convocazione di due assemblee sinodali su questo argomento e nella pubblicazione dell’esortazione apostolica Amoris Laetitia. Anche la riforma del processo di nullità del matrimonio canonico mediante i due Motu propri Mitis Iudex Dominus Iesus e Mitis et misericors Iesus, rispettivamente riguardanti il codice latino e quello delle chiese orientali, va collocata in questo contesto”. Infine, ha aggiunto mons. Iannone, “possiamo ritenere che anche i suoi discorsi alla Rota arricchiscono di contributi il processo iniziato per rinnovare la pastorale sulla famiglia”. All’origine di questa preoccupazione del Santo Padre c’è la situazione di crisi che sta soffrendo istituzione matrimoniale e familiare. “Oggi, specie in Occidente – ha detto il relatore -, si vive sotto una specie di tirannia dell’artificialità, nella quale le leggi tentano di ridefinire la famiglia d’accordo con l’ideologia di moda, a prescindere dal suo fondamento antropologico, cioè, il naturale legame tra amore, sessualità, accoglienza della vita umana e impegno matrimoniale”.

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