Sea Watch e Sea Eye: don Acri (Migrantes Andria), “il rifiuto dei migranti è negazione del nostro essere cristiani”

“Il rifiuto dei migranti, dello straniero, del prossimo è la negazione del nostro essere cristiani, persone civili e della realtà fondamentale della fraternità umana”. Lo afferma don Geremia Acri, direttore dell’Ufficio Migrantes della diocesi di Andria, commentando la vicenda delle navi Sea Watch e Sea Eye in mare da giorni con 49 persone a bordo senza che sia ancora concesso un porto di sbarco. “L’inclinazione crescente e sempre più in aumento a non accogliere, a non far attraccare, ad uccidere e a diffidare, mina e insidia le radici profonde e i pilastri dell’umanesimo – osserva -. Difatti la questione del rapporto tra Chiesa cattolica e gestione del fenomeno migrazione da parte della politica italiana sta diventando sempre più conflittuale”. Don Acri accoglie positivamente le posizioni di Papa Francesco e dei vescovi Bagnasco, Forte, Mogavero, Bassetti, Paglia che “sottolineano il dovere morale di accogliere i migranti, persone, e di esercitare coscienza contro un decreto sicurezza cieco e volto a creare disordini e confusione per il proprio consenso elettorale, anzi apripista per le prossime consultazioni in modo da poter aver un argomento di propaganda”. A suo avviso “la posta in gioco da parte della Chiesa italiana di alzare la voce davanti a 49 migranti, lasciati in mare da due settimane, è la stessa credibilità nell’annuncio del Vangelo come Parola di vita”. “La comunità cristiana – sottolinea – in questo momento più che mai deve poter dare conto della propria fede e impegnarsi nella lotta per il bene dell’umanità su quel terreno spinoso della violenza, del razzismo, della mafia, della corruzione”.

 

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