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Sea Watch e Sea Eye: Comece, i vescovi invitano i governi “ad assumersi proprie responsabilità”

La Commissione degli episcopati dell’Ue accoglie con favore la soluzione raggiunta oggi tra alcuni Stati membri, con l’intervento dell’Ue, che hanno accettato di ricevere alcuni migranti bloccati per giorni in mare, soccorsi e portati in un porto maltese. I vescovi invitano però gli Stati membri “ad assumersi le proprie responsabilità nei confronti dei migranti in difficoltà in mare”. La Comece si unisce all’appello della Conferenza episcopale di Malta: non possiamo rimanere “sordi di fronte al grido di coloro che soffrono”. Tuttavia, precisano, “gli sforzi compiuti dalla Chiesa cattolica e dalla società civile nell’accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti non possono sostituire la responsabilità dei governi di assicurare che i nuovi venuti siano salvati quando sono bloccati in mare, portati in un luogo sicuro, trattati in modo umano e forniti dell’assistenza necessaria”. La migrazione sicura richiede anche “la cooperazione tra Paesi di partenza, di transito e di destinazione per evitare che le persone in cerca di una vita migliore intraprendano viaggi pericolosi che hanno causato migliaia di vittime nel Mar Mediterraneo”. La Comece invita gli Stati membri dell’Ue “ad esercitare la loro responsabilità condivisa nei confronti dei migranti, in particolare in mare aperto, cooperando con i Paesi più colpiti dagli arrivi di migranti e creando un meccanismo che assicuri che i principi della dignità umana e del bene comune prevalgano su altre considerazioni”.

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