Politica: Piersanti Mattarella su Tv2000, “mio nonno concepiva istituzioni come pubbliche. Oggi chi governa pensa più al proprio orticello”

“Era una persona che vedeva l’impegno politico come un servizio. Il ruolo e l’istituzione venivano concepiti come qualcosa di pubblico e collettivo non come un’opportunità per ricavare qualche vantaggio o per interesse personale”. Lo ha detto Piersanti Mattarella, nipote dell’omonimo ex presidente della Regione Siciliana ucciso dalla mafia il 6 gennaio 1980, ospite de “L’Ora solare” condotto da Paola Saluzzi in onda oggi pomeriggio su Tv2000. In studio anche il giornalista Paolo Borrometi.
“Mio nonno – ha ricordato Mattarella – mi è stato raccontato perché è morto 7 anni prima che nascessi. Di lui ho dunque solo racconti di famiglia e ciò che ho potuto apprendere dai suoi scritti e discorsi”. Il valore delle istituzioni pubbliche, ha proseguito, è “uno dei messaggi più importanti che ha portato avanti mio nonno che mi ha trasmesso e spero possa essere trasmesso alle generazioni future. Molto spesso oggi trovarsi in situazioni di potere o governo porta a curare più il proprio orticello cercando interessi individuali invece che l’obiettivo primario di una persona delle istituzioni: servire il popolo”.
“Piersanti – ha aggiunto Borrometi – rappresenta ancora oggi una speranza per la Sicilia onesta. Tante volte abbiamo parlato di Falcone e Borsellino ma il vero bivio in Sicilia nella lotta alle mafie lo si ha con il drammatico omicidio del presidente Piersanti Mattarella. Con i suoi valori, la sua tradizione, la sua cultura familiare si è imposto per cercare di fare realmente pulizia nella politica siciliana”.
“Camminare per le strade di Palermo, in via Piersanti Mattarella o passare davanti a una scuola con il suo e mio nome – ha raccontato il nipote – mi ha fatto nascere la curiosità verso questo personaggio. Ciò che mi è mancato di mio nonno non sono gli insegnamenti, i valori e le idee perché queste sono fortunatamente rimaste. Mi è mancata la sua presenza fisica. Voglio comunque fare da veicolo di tutti quei valori che in modo indiretto mio nonno mi ha trasmesso”. “Il 6 gennaio – ha concluso Mattarella – è una data particolare per tutta la mia famiglia. È quasi un impegno con la memoria cioè la possibilità e il momento diventa quasi il nostro compito per veicolare le idee, gli insegnamenti e il modo di essere di mio nonno”.

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