Papa Francesco: al Corpo diplomatico, serve “politica lungimirante”, non “di corto respiro”. “Politici ascoltino le voci dei popoli”

(Foto Vatican Media/SIR)

“Nella nostra epoca, preoccupa il riemergere delle tendenze a far prevalere e a perseguire i singoli interessi nazionali senza ricorrere a quegli strumenti che il diritto internazionale prevede per risolvere le controversie e assicurare il rispetto della giustizia, anche attraverso le Corti internazionali”. Lo ha osservato il Papa, che nel discorso al Corpo diplomatico ha spiegato come “tale atteggiamento è talvolta frutto della reazione di quanti sono chiamati a responsabilità di governo dinanzi a un accentuato malessere che sempre più si sta sviluppando tra i cittadini di non pochi Paesi, i quali percepiscono le dinamiche e le regole che governano la comunità internazionale come lente, astratte e in ultima analisi lontane dalle loro effettive necessità”. “È opportuno che le personalità politiche ascoltino le voci dei propri popoli e che ricerchino soluzioni concrete per favorirne il maggior bene”, l’appello: “Ciò esige tuttavia il rispetto del diritto e della giustizia tanto all’interno delle comunità nazionali che in seno a quella internazionale, perché soluzioni reattive, emotive e affrettate potranno sì accrescere un consenso di breve respiro, ma non contribuiranno di certo alla soluzione dei problemi più radicali, anzi li aumenteranno”. C’è “un’intima relazione fra la buona politica e la pacifica convivenza fra i popoli e le nazioni”, la tesi di Francesco sulla scorta dell’ultimo Messaggio per la Giornata mondiale della pace, che “non è mai un bene parziale, ma abbraccia tutto il genere umano” e richiede la capacità di “perseguire il bene comune di tutti”.

“Alla politica è richiesto di essere lungimirante e di non limitarsi a cercare soluzioni di corto respiro”, il monito del Papa, secondo il quale “il buon politico non deve occupare spazi, ma avviare processi; è chiamato a far prevalere l’unità sul conflitto, alla cui base vi è la solidarietà, intesa nel suo significato più profondo e di sfida”. Tale considerazione tiene conto dalla dimensione trascendente della persona umana, creata ad immagine e somiglianza di Dio. “Il rispetto, della dignità di ogni essere umano è la premessa indispensabile per ogni convivenza realmente pacifica, e il diritto costituisce lo strumento essenziale per il conseguimento della giustizia sociale e per alimentare vincoli fraterni tra i popoli”, ha proseguito Francesco sottolineando la necessità di tener conto della “dimensione trascendente della persona umana, creata ad immagine e somiglianza di Dio”. Di qui il ruolo fondamentale della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, “di cui abbiamo da poco celebrato il 70° anniversario, il cui carattere universale, oggettivo e razionale sarebbe opportuno riscoprire, affinché non prevalgano visioni parziali e soggettive dell’uomo, le quali rischiano di aprire la via a nuove disuguaglianze, ingiustizie, discriminazioni e, in estremo, anche a nuove violenze e soprusi”.

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