Papa Francesco: al Corpo diplomatico, no a armi nucleari e “tendenza ad armarsi”, urge “trovare un accordo” sul cambiamento climatico

(Foto Vatican Media/SIR)

“Non solo il mercato delle armi non sembra subire battute d’arresto, ma anzi vi è una sempre più diffusa tendenza ad armarsi, tanto da parte dei singoli che da parte degli Stati”. A denunciarlo è il Papa, che nel finale del suo discorso al Corpo diplomatico si è detto preoccupato per il fatto “il disarmo nucleare, ampiamente auspicato e in parte perseguito nei decenni passati, stia ora lasciando il posto alla ricerca di nuove armi sempre più sofisticate e distruttive”. “Anche considerando il rischio di una detonazione accidentale di tali armi per un errore di qualsiasi genere, è da condannare con fermezza la minaccia del loro uso, nonché il loro stesso possesso, proprio perché la loro esistenza è funzionale a una logica di paura che non riguarda solo le parti in conflitto, ma l’intero genere umano”, l’appello di Francesco, secondo il quale “le relazioni internazionali non possono essere dominate dalla forza militare, dalle intimidazioni reciproche, dall’ostentazione degli arsenali bellici. Le armi di distruzione di massa, in particolare quelle atomiche, altro non generano che un ingannevole senso di sicurezza e non possono costituire la base della pacifica convivenza fra i membri della famiglia umana, che deve invece ispirarsi ad un’etica di solidarietà”. “Ripensare il nostro destino comune nel contesto attuale significa anche ripensare il rapporto col nostro pianeta”, ha osservato il Papa: “Anche quest’anno indicibili disagi e sofferenze provocate da alluvioni, inondazioni, incendi, terremoti e siccità hanno colpito duramente le popolazioni di varie regioni del continente americano e del sud-est asiatico. Tra le questioni su cui è particolarmente urgente trovare un accordo in seno alla comunità internazionale vi è dunque la cura dell’ambiente e il cambiamento climatico”. Citando il “consenso raggiunto” alla recente Conferenza internazionale sul clima (COP-24) svoltasi a Katowice, Francesco ha auspicato “un impegno più deciso da parte degli Stati a rafforzare la collaborazione nel contrastare con urgenza il preoccupante fenomeno del riscaldamento globale. La Terra è di tutti e le conseguenze del suo sfruttamento ricadono su tutta la popolazione mondiale, con effetti più drammatici in alcune regioni. Tra queste vi è l’Amazzonia, che sarà al centro della prossima Assemblea Speciale del Sinodo dei Vescovi prevista in Vaticano nel mese di ottobre, la quale, pur trattando principalmente dei cammini di evangelizzazione per il popolo di Dio, non mancherà anche di affrontare le problematiche ambientali in stretto rapporto con le ricadute sociali”.

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