Papa Francesco: al Corpo diplomatico, “apertura delle frontiere” è “solidarietà effettiva”. “Segnali positivi” nella penisola coreana, “riprendere dialogo tra israeliani e palestinesi”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Un esempio di solidarietà effettiva tra le nazioni è costituito dall’apertura delle frontiere in diversi Paesi per accogliere generosamente i rifugiati e gli sfollati”. Ne è convinto il Papa, secondo il quale “è da apprezzare il fatto che in molti Stati cresce la pacifica convivenza tra credenti di diverse religioni e si favoriscono iniziative solidali comuni”. Nella parte finale del discorso al Corpo diplomatico, Francesco ha lodato “l’implementazione di politiche inclusive e i progressi dei processi democratici stanno dando, in molteplici regioni, risultati efficaci per combattere la povertà assoluta e promuovere la giustizia sociale. Il sostegno della comunità internazionale si rende, dunque, ancora più urgente per favorire lo sviluppo delle infrastrutture, la costruzione di prospettive per le giovani generazioni e l’emancipazione delle fasce più deboli”. Sul fronte geopolitico, “segnali positivi sono giunti dalla penisola coreana”, ha ricordato Francesco ribadendo che “la Santa Sede guarda con favore ai dialoghi e si augura che possano affrontare anche le questioni più complesse con atteggiamento costruttivo e condurre a soluzioni condivise e durature, così da assicurare un futuro di sviluppo e di cooperazione per l’intero popolo coreano e per tutta la Regione”. “Analogo auspicio per l’amato Venezuela”, ha proseguito il Papa, “affinché si trovino vie istituzionali e pacifiche per dare soluzione alla perdurante crisi politica, sociale ed economica, vie che consentano innanzitutto di assistere quanti sono provati dalle tensioni di questi anni e offrire a tutto il popolo venezuelano un orizzonte di speranza e di pace”. La Santa Sede, infine, auspica “che possa riprendere il dialogo fra Israeliani e Palestinesi, così che si riesca finalmente a raggiungere un’intesa e dare risposta alle legittime aspirazioni di entrambi i popoli, garantendo la convivenza di due Stati e il conseguimento di una pace lungamente attesa e desiderata”: “L’impegno concorde della comunità internazionale è quanto mai prezioso e necessario per conseguire tale obiettivo, come pure per favorire la pace nell’intera Regione, particolarmente dello Yemen e dell’Iraq, e permettere nel medesimo tempo di recare i necessari aiuti umanitari alle popolazioni bisognose”, ha aggiunto Francesco.

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