Sinodo 2018: mons. Anselmi (ausiliare Genova), “riflessione su come deve essere la Chiesa oggi”

Quello recentemente concluso “è stato un Sinodo sulla Chiesa, non solo sui giovani”. “È stata una riflessione su come essere Chiesa oggi”. Lo ha detto mons, Nicolò Anselmi, ausiliare di Genova e padre sinodale dell’ultimo Sinodo dei vescovi dedicato ai giovani, intervenendo stamani al convegno nazionale vocazionale “Come se vedessero l’invisibile”, organizzato a Roma dall’Ufficio nazionale per la pastorale delle vocazioni della Cei. Segnalando che “al Papa interessa il modo di ‘camminare insieme’ vissuto nel Sinodo”, il presule ha affermato che “l’interlocuzione con i giovani e i poveri ci sfidano per capire se siamo davvero significativi”. “Il futuro deve avere il colore della sinodalità missionaria – ha aggiunto -. Ciò vuol dire che siamo chiamati a un processo sinodale”. Ricordando che “il Concilio ci ha consegnato questo modo comunionale di vivere la Chiesa”, mons. Anselmi ha evidenziato che “questo clima di stare insieme si respira”. “Ma forse si può fare qualcosa di più con i giovani e – diceva qualche vescovo dell’America latina – con i poveri”. “La sinodalità è qualcosa di importante in cui non possiamo sentirci arrivati”. Infine, il vescovo ha indicato un passo successivo da compiere, segnalando l’importanza della compartecipazione. “Questa sinodalità diventa missionaria perché alle varie esperienza che si sentono proprie si ha il coraggio di invitare gli amici o i compagni di classe, ma se è qualcosa di organizzato da altre persone non si coinvolgeranno”.

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