Sinodo 2018: don Sala (segretario speciale), “a volte le lacrime negli occhi del Papa”

“Guardando alcuni volti e ascoltando gli interventi posso dire che il Sinodo ha risvegliato gli affetti della Chiesa, a volte ho visto le lacrime negli occhi del Papa”. Lo ha detto don Rossano Sala, segretario speciale del Sinodo dei vescovi dedicato ai giovani, intervenendo stamani al convegno nazionale vocazionale “Come se vedessero l’invisibile”, organizzato a Roma dall’Ufficio nazionale per la pastorale delle vocazioni della Cei. “Qualcuno diceva che durante i tre minuti di silenzio i vescovi si sarebbero addormentati – ha raccontato il salesiano -. Ho visto invece che casomai dormivano durante i 4 o 5 minuti degli interventi, ma erano svegli nei tre minuti di silenzio. Abbiamo bisogno di tornare a fare silenzio per svegliarci alle cose vere della vita”. Don Sala ha poi segnalato la necessità di “assumere la metodologia del discernimento come qualcosa che riguarda la vita della Chiesa”. A suo avviso, una delle ragioni del “successo relazionale del Sinodo” sta nel fatto che “pochi sono arrivati con l’arroganza di dire di avere la ricetta preconfezionata, ma con la volontà di pensare e camminare insieme”. Dopo avere indicato i “verbi del cammino della Chiesa all’inizio del terzo millennio”, cioè riconoscere, interpretare e scegliere, don Sala ha affermato che “si è passati durante il sinodo da una Chiesa che parla al mondo a una Chiesa che parla con il mondo, che sa ascoltare”. Infine, una constatazione sull’“assenza della voce contemplativa nel Sinodo”, e l’invito a “ripensare la pastorale giovanile in chiave vocazionale ed ecclesiale”, a “fare un direttorio di pastorale giovanile in chiave vocazionale per ripensare la prossimità”.

 

 

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